DURO REPORTAGE DISOCCUPAZIONE

Nella giornata odierna, presso il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), alla presenza del Ministro del lavoro e delle Politiche sociali Enrico Giovannini, del presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua,del presidente dell’ISTAT Antonio Golini e dei segretari delle OO.SS. Confederali e dal Presiedente del CNEL Antonio Marzano si è tenuto come ogni anno, la presentazione “ sul rapporto mercato del lavoro 2012-2013 “.

E’ emerso dallo studio presentato che addirittura, tra il 2008 e il 2012 i disoccupati ufficiali sono aumentati di oltre un milione di unità con un calo di 750mila unità degli occupati. La caduta, sottolinea il rapporto del Cnel, avrebbe potuto essere più profonda “se la produttività del lavoro non fosse rallentata, se le ore lavorate per occupato non si fossero ridotte, se il ricorso alla CIG non fosse aumentato per tutelare i redditi dei lavoratori e le potenzialità di ripartenza delle imprese”. L’entità delle perdite occupazionali è stata contenuta in Italia dalla riduzione delle ore lavorate per occupato e dalla flessione della produttività del lavoro. In altri Paesi della periferia europea – Spagna, Portogallo e Irlanda – le imprese hanno puntato sul recupero di produttività, e questo si è tradotto, a parità di caduta del Pil, in una maggiore contrazione della domanda di lavoro.
Secondo il Cnel per riportare il tasso di disoccupazione all’8% entro il 2020 il Pil italiano dovrebbe crescere a un ritmo superiore al 2% annuo. “Un target non eccezionale – sottolinea il Cnel – ma oggi forse non alla portata del nostro sistema”.
Tra i possibili motivi di ottimismo secondo il rapporto del Cnel e pure da parte del segretario Generale dell’I.S.A. Intesa Sindacato Autonomo Carmelo Cassia , c’è il fatto che l’Italia ha il vantaggio, rispetto ad altri paesi, di essere in una fase avanzata del processo di consolidamento fiscale. Questo potrebbe favorire una graduale ripresa dell’economia, e una stabilizzazione dei livelli occupazionali, a partire dal 2014.

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