All’ospedale “R. Guzzardi” di Vittoria è operativo il nuovo servizio di Chirurgia Vascolare interventistica, un’importante novità per l’offerta sanitaria dell’ASP di Ragusa che permette di eseguire direttamente in provincia procedure vascolari complesse finora potenzialmente legate al trasferimento dei pazienti a Catania. Il servizio, promosso dal responsabile della Divisione di Chirurgia Vascolare, dott. Andrea Li Destri, […]
Niente scuola e sfruttamento nei campi per i bambini di Vittoria. Il triste dato emerso dalla indagine di Save the Children
05 Apr 2023 08:54
Un’indagine condotta da Save the Children ha rivelato che 336.000 bambini e adolescenti italiani tra i 7 e i 15 anni, pari al 6,8% della popolazione di questa fascia d’età, hanno avuto esperienze di lavoro in bar, ristoranti, negozi, campagne e cantieri. L’indagine ha esaminato diverse aree del paese, e ha rilevato una diffusa condizione di sfruttamento lavorativo a scapito soprattutto di minori migranti, per lo più provenienti dalla Romania e dal Nord Africa, impiegati nel lavoro agricolo. In particolare, a Vittoria, sono emerse situazioni di sfruttamento lavorativo di minori migranti in agricoltura e la presenza di famiglie migranti che vivono fuori dal centro urbano e che si trovano escluse dall’accesso ai servizi primari come quelli abitativi, sanitari ed educativi.
I dato mersi dalla ricerca
La ricerca ha evidenziato un circolo vizioso che lega il fenomeno del lavoro minorile alla dispersione scolastica e alla giustizia minorile, spingendo all’urgenza di considerare non solo il minore ma il nucleo familiare disagiato. L’investimento nei servizi di collegamento per le zone periferiche distanti dalle scuole e una radicale ripensamento delle pedagogie e dei modelli di relazione educativa sono necessari per contrastare la discontinuità e riabilitare una scuola spesso percepita dai ragazzi dei quartieri difficili come “una gabbia da cui si fugge”.
Le ragioni del fenomeno
L’indagine ha anche esaminato le ragioni per cui i giovani rinunciano alla scuola o rimangono fuori dal contesto scolastico e lavorativo. Il metodo di ricerca “tra pari” è stato utilizzato per porre 40 interviste a un campione di ragazzi di quattro città italiane, tra cui Palermo. È emerso che a Palermo sono soprattutto le ragazze che sacrificano la propria adolescenza in funzione del lavoro. La necessità di disporre di denaro è un altro aspetto del fenomeno che conduce inevitabilmente a una frammentazione e a una evoluzione dei percorsi lavorativi, come ad esempio il commercio sul web, una forma relativamente nuova di lavoro percepita come più “facile” e meno rischiosa di altre.
In sintesi, l’indagine di Save the Children ha evidenziato la diffusa presenza del lavoro minorile e la necessità di un impegno congiunto per contrastare il fenomeno e garantire ai minori l’accesso ai diritti fondamentali come l’istruzione, la salute e la protezione.
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