Dragaggio del Porto Piccolo, Ammatuna alza la voce: “Basta silenzi, vogliamo date certe”

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Quella che doveva essere un’emergenza da affrontare e risolvere in tempi rapidi rischia ormai di trasformarsi in una situazione incancrenita, con i lavori di dragaggio del Porto Piccolo ancora fermi e una domanda che, a Pozzallo, continua a non trovare una risposta: perché il dragaggio non è ancora partito?

A tornare sulla vicenda questa mattina è il sindaco Roberto Ammatuna, che alza nuovamente il livello della protesta e chiede che siano finalmente indicate date certe e verificabili per l’avvio delle operazioni.

Nelle scorse settimane il Comune di Pozzallo ha chiesto e ottenuto la documentazione relativa all’appalto per i lavori di dragaggio del Porto Piccolo.

Ed è proprio dall’esame di quelle carte che nasce la nuova presa di posizione dell’Amministrazione.

Secondo quanto riferito dal Comune, dalla documentazione trasmessa non emergerebbero criticità, impedimenti tecnici o ostacoli procedurali tali da giustificare il mancato avvio dei lavori.

Ed è proprio qui che si apre il punto interrogativo.

Se dalle carte non risultano impedimenti, perché i lavori sono ancora fermi?

Se l’appalto è stato espletato, se non risultano dagli atti ostacoli tecnici o procedurali e se non emergono documenti che giustifichino ulteriori rinvii, cosa impedisce concretamente l’avvio del dragaggio?

Per l’Amministrazione comunale si tratta di una situazione che non può più essere affrontata con generiche rassicurazioni.

«Quando le carte sembrano in ordine ma i lavori restano fermi – è il ragionamento dell’Amministrazione – è lecito, anzi doveroso, chiedersi cosa stia realmente accadendo».

Da qui la richiesta di risposte immediate, chiare e soprattutto verificabili.

Quella del Porto Piccolo era nata come una vera e propria emergenza, legata alla necessità di ripristinare condizioni adeguate di navigabilità e operatività attraverso il dragaggio dei fondali.

Ma oggi, secondo il sindaco Ammatuna, non si può più parlare semplicemente di un’emergenza temporanea. Il rischio è che si sia di fronte a una situazione che si trascina, si complica e si incancrenisce senza arrivare a una soluzione definitiva. E per una città come Pozzallo, strettamente legata alle proprie attività portuali, ogni ulteriore ritardo assume un peso particolare.

«Il Comune di Pozzallo non ha abbassato la guardia e non lo farà», ribadisce il primo cittadino. La richiesta è precisa: sapere quando partiranno effettivamente i lavori. Non una nuova promessa, non un’ulteriore indicazione generica, ma una data che possa essere verificata e sulla quale costruire finalmente un cronoprogramma.

Il Comune non esclude, nel frattempo, di ricorrere a tutti gli strumenti disponibili. «Pretendiamo risposte immediate, chiare e verificabili, e soprattutto una data certa sull’effettivo avvio delle operazioni di dragaggio», afferma Ammatuna. E nel caso in cui non arrivassero riscontri ritenuti sufficienti, l’Amministrazione annuncia una nuova escalation istituzionale e amministrativa.

«Darà corso a tutte le azioni consentite dall’ordinamento, nessuna esclusa – conclude il sindaco – ogni strumento amministrativo, ogni iniziativa istituzionale, ogni forma di tutela a difesa dei diritti del Comune e dell’intera comunità pozzallese».

Per Pozzallo, dopo mesi di attesa, la pazienza sembra essere arrivata al limite.

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