È morta a soli quattro anni, a Palermo, per una sospetta difterite, una malattia che in Italia è ormai rarissima e che non causava una vittima da oltre trent’anni. La bambina, Anna Rosa, non era stata vaccinata. La Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia per accertare le cause del decesso e verificare […]
Davide Simone Cavallo, l’abbraccio di Punta Secca: «Ho scelto di perdonare»
22 Ago 2026 07:13
Punta Secca ha abbracciato Davide Simone Cavallo. Lo ha fatto con il silenzio attento di un pubblico foltissimo, con le parole e, alla fine, con un abbraccio reale, spontaneo, quasi inevitabile. Una serata di grande intensità quella che ha chiuso la dodicesima edizione di Libri d’aMare, con lo studente ragusano di 22 anni protagonista di un incontro condotto dal direttore di Sky TG24 Fabio Vitale.
Davide ha raccontato la sua storia, quella di un ragazzo che il 12 ottobre scorso, a Milano, è stato vittima di una violenta aggressione. Una storia che da quella notte avrebbe potuto essere soltanto il racconto di una ferita, ma che nel tempo è diventata anche una riflessione sulla paura, sulla sofferenza, sulla capacità di reagire e, soprattutto, sul perdono.
Ed è proprio nelle parole di Davide che la serata ha trovato il suo significato più profondo. Con una maturità di pensiero sorprendente per un ragazzo di appena 22 anni, ha raccontato non soltanto ciò che gli è accaduto, ma soprattutto ciò che quell’esperienza ha prodotto dentro di lui.
«Ho scelto di perdonare», ha raccontato, spiegando una decisione tutt’altro che semplice e che non significa dimenticare quanto accaduto. Il perdono, nel suo racconto, diventa piuttosto un modo per non permettere alla violenza subita di continuare a condizionare la propria vita.
Davide ha ripercorso anche l’incredulità di quella sera, quando ancora non riusciva a comprendere fino in fondo ciò che gli stava accadendo, e il lungo percorso successivo. Dalla necessità di fare i conti con quanto successo alla consapevolezza di poter guardare avanti senza rinunciare a ciò che si è.
Parole che hanno colpito il pubblico di Piazza Belvedere, arrivato numeroso per l’ultimo appuntamento della rassegna letteraria di Punta Secca. Per una sera i libri hanno lasciato spazio a una storia che, come ha sottolineato il direttore artistico Domenico Occhipinti, «non è su carta, ma sulla pelle di un giovane che ha saputo reagire».
La serata, per la quarta volta in questa edizione, ha visto la collaborazione organizzativa del Panathlon Club Ragusa. «È stato un lungo abbraccio collettivo», ha detto la presidente Sara Greco, parlando di Davide, che conosce fin da bambino. «Mi ha emozionato, così come mi emoziona la presenza della sua famiglia che ringrazio».
Una presenza, quella della famiglia, che ha accompagnato Davide anche in questo momento pubblico, trasformando la serata in qualcosa che è andato oltre il semplice incontro letterario. Perché a Punta Secca non si è parlato soltanto di ciò che è successo a Milano, ma di ciò che può accadere dopo una ferita: della possibilità di ricostruire, di ritrovare un equilibrio e di riprendere in mano il proprio futuro.
Il direttore organizzativo Alessandro Renda ha rivolto un ringraziamento a Davide e a Fabio Vitale, ma anche a tutti gli autori che hanno animato la dodicesima edizione di Libri d’aMare. Un’edizione che ha avuto come filo conduttore proprio i temi del costruire, ricostruire e ricostruirsi.
Renda ha ricordato inoltre il sostegno del Comune di Santa Croce Camerina, che ha concesso il patrocinio, degli sponsor privati, della libreria Ubik di Ragusa Ibla e di tutti coloro che hanno contribuito alla macchina organizzativa della manifestazione.
Ma è stato soprattutto il racconto di Davide a lasciare il segno nell’ultima serata. Un ragazzo che ha scelto di non nascondere la propria fragilità, di raccontare la violenza senza trasformarla in odio e di parlare del futuro senza cancellare il passato.
E così, al termine dell’incontro, quel pubblico che aveva ascoltato in silenzio si è trasformato nell’abbraccio collettivo raccontato da Sara Greco. Un abbraccio a un ragazzo ragusano che ha attraversato una delle esperienze più dure della sua giovane vita e che ha scelto di raccontarla, mostrando che anche da una ferita può cominciare un percorso diverso.
La dodicesima edizione di Libri d’aMare si chiude così, lasciando una traccia particolarmente forte. E dopo una serata come questa, viene voglia di cominciare già a pensare alla tredicesima.
© Riproduzione riservata