Sono stati attivati dall’Asp di Ragusa nuovi spazi ambulatoriali dedicati negli ospedali “Busacca” di Scicli e “Maggiore-Baglieri” di Modica. Un intervento che punta a rendere ancora più capillare l’accesso ai servizi di prevenzione, diagnosi e cura delle patologie mammarie, offrendo alle pazienti un percorso assistenziale più vicino, rapido ed efficace. L’iniziativa si inserisce nel più […]
DONNE E UOMINI: ANCORA NON C’E’ LA PARITA’
21 Ott 2012 06:57
Quanto veramente le voci femminili sono rispettate nel nostro bello e civile Occidente? Quote rosa, giornate per i diritti delle donne, occupazione femminile sono tutti termini che ancora richiedono lotte, eppure siamo nel 2012. Ma l’occidente non è come i paesi degli estremisti islamici. No, infatti da noi non si indossano burqa o veli che ti impediscono di parlare, ma quando noi donne di questo mondo moderno e civilizzato parliamo, esprimiamo i nostri pareri o occupiamo posti d’eccellenza, siamo sicuri che i nostri uomini accolgano con favore le nostre idee e le nostre iniziative?
Purtroppo ancora bisogna percorrere tanta strada. La storia del neo amministratore delegato di Yahoo, Marissa Mayer, trentasettene e tra le 50 donne più potenti del mondo, si colloca ad una distanza siderale rispetto a quanto accade normalmente nel nostro paese.
In Italia, il rapporto tra gli occupati maschi e femmine è 100 contro 70. Siamo penultimi, dopo la Grecia. E anche se la situazione, nel complesso, è migliorata (vent’anni fa il rapporto era di una donna ogni due uomini) e le distanze con i paesi virtuosi si sono accorciate, sul tema dell’accesso al lavoro cresciamo meno degli altri.
Rispetto al 1990 scendiamo di un gradino, superati dalla Spagna che nel frattempo è diventata terzultima. E scendiamo anche nella classifica dello sviluppo umano delle Nazioni Unite. Non c’è che dire: se il decreto del Ministro del Welfare interpretava una certa idea di sviluppo, gli effetti che ha prodotto quel modello economico e sociale sono evidenti. Persino sullo spread. Ma non su quello che riguarda i titoli di Stato, bensì quello retributivo. Infatti, a parità di livello, una donna guadagna circa il 18% in meno del suo collega maschio, cioè 1800 punti base. Questo, nonostante le donne entrino nel mercato del lavoro mediamente più preparate e competenti. Basti pensare che su 100 laureati, 58 sono donne e solo 42 uomini.
Questa è ovviamente la parentesi che riguarda il mondo del lavoro, ma se pensiamo alla tragedia senza sosta del fenomeno tutto italiano definito “Femminicidio” ci si rende conto che ci troviamo in una parentesi ben più grave. Oggi le donne sono maltrattate, non rispettate ed uccise da uomini, per fortuna non tutti, che non comprendono che le loro madri, mogli e figlie non sono altro che la parte migliore della loro vita.
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