Le nanoplastiche sono state rilevate nel sangue umano e perfino nella placenta. Un tema sempre più centrale nel dibattito scientifico internazionale e che è arrivato anche al Parlamento Europeo, dove il professor Antonio Ragusa ha acceso i riflettori sui possibili rischi per la salute pubblica. Secondo gli studi presentati nel corso dell’incontro, le particelle di […]
DISINFORMAZIONE O PIENA ADESIONE ALLA RIFORMA DEL MINISTRO GELMINI?
16 Set 2010 19:54
Una breve indagine condotta tra i principali istituti superiori ragusani ha confermato lo svolgimento regolare del primo giorno di lezione. Fra i segretari scolastici contattati c’è stato chi ha ironizzato che è ancora presto per lo sciopero, solitamente organizzato dagli studenti per alleggerire il carico scolastico.
Altri invece si sono rammaricati per la mancata protesta nei confronti dei tagli operati dal Ministro Gelmini. Il dato è comunque chiaro, nessuno sciopero a Ragusa, a fronte di una mobilitazione a livello nazionale che, forse, coinvolge più i professori che gli studenti. Resta da capire il perchè.
I ragazzi sono poco informati su quello che sta accadendo o recepiscono e condividono il messaggio che il Ministro Gelmini ha lanciato in occasione dell’apertura dell’anno scolastico?
Ci farebbe piacere saperlo. Anche perchè di contro, le istituzioni territoriali (il Prefetto, il consiglio provinciale e quello comunale) si sono mobilitate a favore della protesta degli insegnanti precari. Ma allora qual’è il vero oggetto del contendere, il futuro della scuola, il bene degli studenti o i posti di lavoro tagliati?
L’idea del Ministro dell’Istruzione è chiara: l’attività del governo è stata quella di riequilibrare le risorse per la scuola che erano per il 97% assorbite dagli stipendi. I famigerati tagli sono stati il primo passo per riequilibrare la situazione, ridurre la pianta organica è stato necessario per liberare risorse che garantiscano la qualità da offrire ai nostri giovani.
“Dal 2011 la scuola avrà a disposizione un miliardo di euro ogni anno da investire nella qualità – si legge nel discorso in occasione dell’apertura dell’anno scolastico – il che significa investimenti per l’edilizia scolastica, laboratori, formazione degli insegnanti, computer e tanto altro ancora”.
Sicuramente per la scuola questo sarà un anno di svolta e di verifica delle riforme che sono state introdotte dal Governo. Resta da capire se la strada intarpresa sia quella giusta, se si potrà parlare del più grande licenziamento di massa o della possibilita per le famiglie italiane di garantire ai loro figli un’istruzione di qualità, in linea finalmente con gli standard europei.
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