Covid: frena la crescita nelle province grazie a maggior prudenza comportamenti

Covid: Sebastiani, frena la crescita dei casi nelle province C'è 'maggiore prudenza nei comportamenti individuali' (ANSA) – ROMA, 08 OTT – Sta rallentando la crescita dei casi nelle province, verosimilmente a causa di comportamenti individuali più prudenti. Lo indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell'istituto per le Applicazioni del Calcolo 'M.Picone', del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). "L'analisi delle differenze settimanali della sequenza dell'incidenza giornaliera dei positivi totali al virus SarsCov2 rivela che circa quattro giorni fa siamo entrati in una fase di crescita frenata. 




Solo quattro province – rileva il matematico – sono al momento in crescita accelerata: Sondrio, Aosta, Sassari e Vibo Valentia, con le ultime due che però hanno iniziato la fase di crescita in ritardo". Tutte le altre province, prosegue Sebastiani, sono in crescita lineare. Fanno eccezione Teramo, Avellino, Potenza, Matera, Lecce, Crotone, Caltanissetta e Siracusa, dove non si osserva crescita e che potrebbero a breve iniziare a decrescere. Sono solo otto, inoltre, le province in cui l'incidenza negli ultimi sette giorni è maggiore di almeno il 50% rispetto ai sette giorni precedenti: Aosta, Torino, Biella, Alessandria, Modena, Ravenna, Reggio Emilia e Lucca. "Il cambiamento – osserva Sebastiani – è verosimilmente dovuto ai comportamenti individuali di maggior prudenza indotti dalla percezione dell'aumento dell'incidenza dei positivi osservato a partire da metà settembre circa, causato a sua volta dalla ripresa delle attività lavorative a inizio settembre. Si osserva inoltre una sempre marcata influenza del fattore climatico, con le 20 province con i valori più alti dell'incidenza negli ultimi sette giorni situate al centro e al nord, mentre i 20 valori più piccoli sono tutti relativi a province nel sud e isole".

Ecco di seguito i valori dell'incidenza (numero di casi ogni 100.000 abitanti) negli ultimi sette giorni nelle 107 province italiane: – Oltre 900: Biella (970); – Da 800 a 900: Vicenza (890), Sondrio e Bolzano (870), Udine, Trento e Verbano-Cusio-Ossola (860), Belluno (820); – Da 700 a 800: Padova (750), Como (740), Treviso (710); D 600 A 700: Verona, Perugia e Venezia (690), Torino e Rovigo (670), Novara e Pescara (660), Cuneo e Trieste (650), Forlì-Cesena (640), Aosta e Pordenone (620), Chieti e Ravenna (600); – Da 500 a 600: Terni e Brescia (570), Asti, Fermo, Macerata e Rimini (560), Lecco, Vercelli, Alessandria e Varese (550), Ascoli Piceno (540), L'Aquila e Gorizia (530), Monza e della Brianza (520), La Spezia (510), Teramo, Ancona, Frosinone e Reggio Emilia (500); 



– Da 400 a 500: Rieti e Modena (490), Ferrara e Piacenza (480), Pesaro e Urbino, Savona, Pavia, Mantova e Cremona (470), Lodi, Siena, Lucca, Arezzo e Imperia (460), Bergamo e Massa Carrara (440), Parma, Bologna e Livorno (430), Cosenza, Pistoia e Milano (410), Benevento e Pisa (400); – Da 300 a 400: Genova e Grosseto (390), Latina (370), Roma, Viterbo e Firenze (360), Salerno (350), Avellino e Campobasso (340), Prato (320); – Da 200 a 300: Oristano (290), Potenza, Lecce e Catanzaro (280), Nuoro (260), Cagliari (250), Messina, Bari e Caserta (240), Brindisi, Isernia e Siracusa (230), Reggio Calabria (220), Sassari e Catania (210); – Da 100 a 200: Napoli e Crotone (190), Sud Sardegna, Vibo Valentia e Taranto (180), Foggia, Matera, Palermo e Trapani (160), Ragusa (150), Barletta-Andria-Trani (120), Caltanissetta e Agrigento (100); – Sotto 100: Enna (90).

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