CONFERENZA SU “IL PREZZO DELLA VERITA’ – GIOVANNI SPAMPINATO, ORA”

Brutta pagina di cronaca nera. Dolorosa e triste. Per familiari, parenti, amici, colleghi. Questa la versione “d’ufficio”, semplice e superficiale, che si rischierebbe di dare dell’assassinio di Giovanni Spampinato, letto fuori dal contesto umano, sociale, politico, culturale. Si tratta invece di brutale delitto “annunciato”, portato a termine dalla mano assassina di Roberto Cambria, figlio del presidente del Tribunale di Ragusa del tempo, Saverio Cambria, con il concorso e le responsabilità, non solo morali, di chi poteva evitarlo e non l’ha fatto.

Giovanni Spampinato era un giovane libero. Inquieto “inseguitore” di verità, amava fare il suo lavoro di giornalista con scrupolo, serietà e impegno. In una società in caduta libera di valori, il rischio di diventare eroi è sempre dietro l’angolo. Rischio che corrono le persone oneste, come l’operaio, il sindacalista, il professore, l’avvocato, l’ingegnere, il giornalista, il funzionario pubblico.

Spampinato, ucciso nell’ottobre del 1972 nella piazzetta antistante il carcere del capoluogo ibleo,   è diventato “eroe per caso”, in una Ragusa “perbene”, distratta, cieca, prone, così come ribadito, nell’incontro promosso presso lo Spazio Cultura “Meno Assenza” di Pozzallo, da Marcello Vindigni, presidente dell’associazione Caspita”, Vincenzo Cascone, direttore della casa di produzione Extempora, Giovanni Avola, segretario generale della Cgil Ragusa, Giorgio Chessari, presidente del Centro Studi “Feliciano Rossitto”, Giorgio Flaccavento, dell’associazione “Dialogo”, Giovanni Meli, amico di Giovanni Spampinato. 

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it