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Comunicati stampa senza firma, Assostampa Ragusa alza il tono: «Così non va, serve un giornalista riconoscibile»
17 Set 2026 12:44
Un comunicato stampa destinato alle redazioni non può ridursi a una generica dicitura “Ufficio Stampa”. Deve essere riconducibile a un professionista identificabile, con nome, cognome e responsabilità editoriale. È la posizione ribadita da Assostampa Ragusa, che interviene dopo l’invio ai giornalisti di un comunicato relativo alla conferenza stampa di presentazione della FAM – Fiera Agroalimentare Mediterranea, privo della firma di un giornalista e sottoscritto soltanto come “Ufficio Stampa”.
L’episodio riapre una questione che il sindacato provinciale dei giornalisti considera ormai non più rinviabile: quella della riconoscibilità di chi produce informazione destinata ai mezzi di comunicazione.
Secondo Assostampa, un comunicato inviato a giornali, televisioni, radio e siti di informazione non può essere assimilato a un semplice testo amministrativo o promozionale. Nel documento viene richiamata, in particolare per le pubbliche amministrazioni, la legge 150 del 2000, che disciplina l’attività di informazione e prevede per gli uffici stampa personale iscritto all’Albo dei giornalisti.
Da qui l’appello rivolto non soltanto agli enti locali, ma anche ad associazioni, fondazioni, società, enti pubblici e privati, organizzazioni e comitati che producono materiale destinato alle redazioni.
Per Assostampa Ragusa, i comunicati dovrebbero riportare in calce il nome e il cognome del giornalista che li ha redatti, insieme all’indicazione dell’iscrizione all’Albo. La sola espressione “Ufficio Stampa”, sostiene l’associazione, non consentirebbe infatti di individuare chi abbia materialmente curato il testo e chi ne assuma la responsabilità professionale.
La presa di posizione si estende anche alle redazioni e agli stessi giornalisti, invitati a prestare attenzione ai testi privi di una firma professionale e a non trattarli automaticamente come veri e propri comunicati stampa.
Il punto, per Assostampa, non riguarda soltanto una formalità in fondo a una pagina. La firma diventa il confine tra un messaggio generico e un contenuto del quale qualcuno si assume professionalmente la responsabilità.
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