Chiese di Ragusa Ibla a pagamento? La Diocesi: «L’accesso per la preghiera è libero»

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

La questione del ticket per l’ingresso nelle chiese di Ragusa Ibla, sollevata nelle ultime ore sui social e sulla stampa, viene chiarita dalla Diocesi. A fare il punto è don Giuseppe Antoci, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi, che precisa modalità e finalità del progetto di fruizione turistico-culturale avviato lo scorso marzo e destinato a proseguire fino a novembre 2026.
Il punto centrale è netto: l’accesso ai principali luoghi di culto resta gratuito, mentre il ticket riguarda gli altri siti culturali inseriti nel progetto. Anche l’episodio relativo alla chiesa di San Giacomo, dove sarebbe stata richiesta un’offerta per accedere allo spazio della preghiera, viene ricondotto dalla Diocesi a un’errata indicazione dei custodi, già ritirata.

Otto chiese e sei siti culturali nel progetto 2026

Il progetto, realizzato per la Diocesi dall’Associazione Novum 1693, prevede un articolato sistema di apertura e fruizione dei beni culturali ecclesiastici di Ragusa. L’iniziativa, attiva da marzo e programmata fino a novembre 2026, comprende l’apertura continuata di otto chiese e di diversi siti culturali.
Tra le chiese coinvolte figurano le Anime Sante del Purgatorio, la Cattedrale di San Giovanni Battista, il Duomo di San Giorgio, San Giacomo, San Giuseppe, Santa Maria delle Scale, Santa Maria dell’Itria e Santa Maria Maddalena.
A queste si aggiungono siti e spazi di interesse storico e artistico, tra cui il Museo del Duomo, il Museo della Cattedrale, il Museo Benedettino “Obsculta”, la Cona del Gagini, la balaustra e la scalinata del Duomo, il Campanile della Cattedrale, la navata gotica e il campanile di Santa Maria delle Scale.

Cattedrale, San Giorgio, San Giuseppe e Purgatorio: ingresso gratuito

La Diocesi chiarisce che l’accesso ai monumenti principali è totalmente libero. Non è quindi previsto alcun ticket per entrare nella Cattedrale di San Giovanni Battista, nel Duomo di San Giorgio, nella chiesa di San Giuseppe e nella chiesa delle Anime Sante del Purgatorio.
Restano inoltre liberamente accessibili per la preghiera la chiesa di Santa Maria delle Scale e la chiesa di San Giacomo.
Una precisazione importante, soprattutto alla luce delle segnalazioni circolate sui social, dove era stata sollevata la questione di una presunta richiesta di pagamento per accedere a San Giacomo.

San Giacomo, la Diocesi: «Un’errata affermazione dei custodi»

Proprio sulla chiesa di San Giacomo arriva la precisazione più diretta. Secondo quanto spiegato da don Giuseppe Antoci, la richiesta di una “offerta” per accedere allo spazio della preghiera sarebbe stata il risultato di un’errata affermazione da parte dei custodi che gestiscono la chiesa.
La Diocesi ha già provveduto a intervenire e, su sollecitazione dell’Ufficio Beni Culturali, l’indicazione è stata ritirata.
Il principio resta dunque quello dell’accesso libero per la preghiera, distinto dalla fruizione turistica degli spazi e dei siti culturali per i quali è invece previsto il ticket.

Il ticket serve a sostenere i costi del progetto

Ma perché è stato introdotto un ticket per alcuni siti? La Diocesi spiega che il progetto comporta costi legati alla gestione e alla fruizione dei beni culturali, dalla custodia alla pulizia, fino all’illuminazione.
Il contributo pubblico garantito dal Comune di Ragusa copre circa il 20% delle spese previste. La restante parte dei costi sarà sostenuta attraverso i ricavi derivanti dai ticket di ingresso ai siti per i quali è previsto il pagamento.
L’iniziativa, viene precisato, è stata condivisa con il CCN di Ragusa Ibla e con l’Amministrazione comunale di Ragusa, che partecipa economicamente al progetto.

Turismo e tutela dei beni culturali: l’obiettivo è rendere fruibile il patrimonio

Il progetto punta quindi a mettere a sistema il patrimonio ecclesiastico di Ragusa, garantendo un’apertura continuata dei luoghi e consentendo ai visitatori di conoscere non soltanto le chiese più note, ma anche musei, campanili, spazi e testimonianze artistiche meno immediatamente accessibili.
La distinzione tra luogo di culto e sito culturale è dunque centrale nella vicenda. L’accesso per pregare rimane libero nei luoghi indicati dalla Diocesi, mentre il ticket riguarda la fruizione turistica e culturale degli altri spazi inseriti nel progetto.
La precisazione arriva dopo le polemiche nate online e punta a sgombrare il campo dagli equivoci: nessun ticket per entrare nei principali luoghi di preghiera, mentre il contributo richiesto per gli altri siti è destinato a concorrere alla copertura dei costi necessari per mantenerli aperti, custoditi e fruibili.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it