CHIARAMONTE GULFI: CON UNA FUNE AL COLLO MINACCIA SUICIDIO

Nella giornata di ieri i Carabinieri della Compagnia di Vittoria sono intervenuti in contrada “Piano Arcieri”, zona rurale del comune di Chiaramonte Gulfi, in quanto presso l’utenza telefonica istituzionale era poco prima giunta una telefonata da parte di una signora, la quale con tono alquanto preoccupata e spaventata riferiva che suo marito, con il quale si era lasciata da circa una settimana, gli aveva manifestato l’intenzione di suicidarsi e di trovarsi presso la loro abitazione di campagna. A seguito di tale attivazione i militari immediatamente si portavano sul posto, dove hanno trovato effettivamente una persona sul bordo di un pozzo artesiano con una grossa corda legata al collo. Alla vista della pattuglia dei carabinieri intervenuti composta dal Maresciallo capo Filippo Mancino e dal brigadiere Giuseppe Montone, effettivi alla stazione carabinieri di Comiso, l’uomo intimava agli stessi di non avvicinarsi minacciando di buttarsi nel pozzo. Comprendendo lo stato di alterazione e di profonda confusione mentale in cui versava il marito della signora e il pericolo che poteva causare l’eventuale movimento anche accidentale del soggetto, i carabinieri immediatamente hanno instaurato con lui un dialogo al fine di persuaderlo a desistere dall’insano gesto.

 

Nel frattempo è giunta sul posto un’altra pattuglia composta dal brigadiere Giuseppe Di Noto e dal carabiniere scelto Gianfranco Acciarito, effettivi alla stazione carabinieri di Chiaramonte Gulfi, riuscendo insieme a convincere l’uomo che è sceso. L’uomo ha riferito che era molto stressato a causa della recente separazione dalla moglie nonché a seguito di rilevanti problemi economici aggravatasi negli ultimi giorni a causa dello stato di disoccupazione in cui lo stesso da tempo versa. Nonostante l’intervento dei militari e dopo circa un’ora di continuo dialogo dissuasivo il soggetto ha manifestato apertamente di non abbandonare l’idea del suicidio e che non appena sarebbero andati via i carabinieri si sarebbe suicidato. Per tale motivo e visto il suo persistente stato di agitazione, i militari hanno convinto l’uomo a seguirli presso un bar per sorbire un caffè, e dopo è stato accompagnato in caserma per incontrare il figlio di 19 anni con il quale, dopo essersi sfogato, si è allontanato.

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