Caso Scicli e commissione Antimafia, Paolo Borrometi: “Ecco la mia verità. Si sta tentando di screditare i magistrati”

Continuano gli interventi sul “caso Scicli”, dopo la relazione della Commissione regionale Antimafia che ha spiegato come fu errato, anche dal punto di vista politico, lo scioglimento per mafia del Comune di Scicli. E questo pure alla luce dell’assoluzione totale nei confronto dell’ex sindaco Franco Susino.
Il giornalista Paolo Borrometi, che è stato citato nella relazione essendo stato ascoltato durante una seduta della commissione, questa sera è intervenuto con una sua lunga dichiarazione che vi proponiamo in forma integrale. I commissari dell’antimafia hanno chiesto spiegazioni su alcuni degli articoli pubblicati sul giornale da lui diretto e hanno chiesto di avere maggiori informazioni sulle scelte operate dal punto di vista editoriale e se conosceva il parlamentare Lumia visto che quest’ultimo lo citava in una sua interrogazione parlamentare. Ecco il testo integrale.

“Zucchero e miele per i mafiosi…ecco la verità!

Pochi giorni fa è stata pubblicata la Relazione della Commissione Antimafia Regionale della Sicilia sullo scioglimento, fra gli altri, di Scicli.
La Commissione è presieduta da Claudio Fava.

Visto che in alcune pagine si parla di me, e quelle pagine sono state riprese anche da alcuni siti internet, da un quotidiano, e velocemente questi articoli girano su web e social, trovo giusto fare chiarezza.

Con i fatti. Come è doveroso per un giornalista.

E visto che un giornalista vive anche della propria credibilità, soprattutto per pulire via qualche schizzo di fango che zelanti mascariatori vorrebbero spruzzarmi addosso (alcuni dei quali saranno querelati, affinchè sarà la Giustizia a decidere).

Nella Relazione dell’Antimafia Regionale si attacca – nei fatti – pesantemente il lavoro di inquirenti, magistrati, prefetti, uomini dello Stato. Eppure non sono stati auditi né nominati.

Allora proviamo a fare i nomi. Ed a ricostruire i fatti.

L’allora Sindaco di Scicli, Franco Susino non venne rinviato a processo da me. Il Procuratore di Catania era Giovanni Salvi, oggi al vertice della Magistratura del nostro Paese (Procuratore generale in Cassazione).

E un giudice terzo dispose il rinvio a giudizio.

Il dottor Salvi non è citato nella Relazione della Commissione presieduta da Fava. Né è stato audito.

Il vice del procuratore Salvi era Amedeo Bartone, oggi Procuratore di Caltanissetta.

Anche lui né audito dalla Commissione né citato nella relazione.

La Pm che, insieme al Procuratore Salvi ed al dottor Bertone, chiese il processo per Susino era la dottoressa Valentina Sincero. Una professionista che ha condotto i più importanti processi di mafia nel ragusano degli ultimi anni.

Anche lei né audita dalla Commissione né citata nella relazione.

Il Comune è stato sciolto per mafia, dopo l’accesso all’Ente fatto da inquirenti, come il Capitano dei Carabinieri Cetola, oggi comandante di Livorno.

Anche lui, mai citato nella relazione.

La relazione della Commissione d’accesso al Comune di Scicli che chiese lo scioglimento dell’Ente fu mandata dal Prefetto Vardè (oggi prefetto di Potenza) e approvata dal Prefetto Librizzi (oggi a Messina).

Nessuno dei due prefetti è stato audito né citato nella relazione.

Per acquisire elementi sullo scioglimento del Comune di Scicli, non era forse più opportuno ascoltare gli inquirenti protagonisti di quella vicenda?

No, la Commissione presieduta da Fava ha deciso di non audirli.

Eppure chi più di loro avrebbe potuto fornire elementi importanti a ricostruire la vicenda?

Ma torniamo ai fatti.

I consiglieri di Scicli fecero ricorso al Tar contro lo scioglimento del Comune.

Attenzione, al Tar del Lazio che è quello competente, quindi ancor più terzo, non a quello siciliano.

Il Tar del Lazio confermò lo scioglimento. Nessuno del Tar del Lazio è stato audito né citato nella relazione.

Contro la decisione del Tar del Lazio, fecero ricorso al secondo e ultimo grado della Giustizia Amministrativa: il Consiglio di Stato.

Il Presidente del Consiglio di Stato era il professor Sandro Pajno.

Il Consiglio di Stato decise, in maniera definitiva, che il Comune di Scicli fosse da sciogliere per mafia.

Nessuno del Consiglio di Stato, men che meno il Presidente, è stato audito né citato nella relazione.

Non basta? Andiamo avanti.

Le risposte indicate nella Relazione, per qualcuno piene di “non ricordo”, sono solo 4.

L’audizione (se così si può chiamare) è di 50 minuti, con risposte molto diverse, non citate dalla relazione che ha come relatore il Presidente Fava.

Per capire, e per chiarezza, nei prossimi giorni pubblicherò l’audio INTEGRALE della ‘simil audizione’, in cui non ho potuto neanche parlare, venivo continuamente interrotto, mi si chiedono pareri sulla bontà dell’operato Magistratura. Tanto che alla fine, il commissario Giorgio Assenza, esprime persino dubbi sul tema dell’audizione.

Ma non basta. Andiamo avanti.

Mi si accusa di aver pubblicato ed essere citato in una interrogazione del senatore Lumia, all’epoca (solo per la precisione) componente della Commissione Nazionale Antimafia (insieme a Fava) ed ex Presidente della stessa Commissione Nazionale Antimafia.

Come ho detto durante l’audizione, ho spiegato alla Commissione che sono stato citato in almeno una quarantina di interrogazioni, da almeno una quarantina di deputati e senatori. Ma neanche questo elemento viene riportato nella relazione. Sarebbe apparso lampante che non era un fatto eccezionale che un parlamentare mi citasse, quindi rivelatore di chissà quali rapporti (che forse si vogliono sottintendere) con il senatore Lumia.

Perché non vengono citate le tante, tantissime, interrogazioni in cui si riportano le mie inchieste?

Sapete chi è il primo deputato che mi cita in una interrogazione? Si chiama Erasmo Palazzotto, presidente della Commissione per la verità sul caro Giulio Regeni.

Eppure di tutto questo non c’è traccia nella relazione della Commissione Antimafia regionale della Sicilia.

Relativamente all’accusa di aver pubblicato l’interrogazione di Lumia, il Fava dice “appartiene ad un collegio a centinaia di chilometri”. Esatto, ecco perché ho risposto “dovete chiederlo a Lumia il perché e non a Borrometi”.

Con l’occasione racconto un particolare.

Un mese prima di quella su Scicli, Lumia fa una interrogazione: stesso metodo, con nomi e cognomi.

Quella interrogazione venne ripresa da tantissimi giornalisti.

Fra questi, Mario Barresi, un collega che stimo profondamente.

Mario, amico e collega, riprese l’interrogazione di Lumia come io feci su Scicli. La riprese per intero con una paginona su La Sicilia .

Perché dalla relazione appare che io sia l’unico a riprendere interrogazioni di Lumia e che questo sia un comportamento anomalo?

Ma andiamo ancora oltre!

Mi si accusa di “non aver pubblicato l’appello pro Scicli contro lo scioglimento e di aver pubblicato, invece, l’interrogazione parlamentare di Lumia”.

Falso, falsissimo.

Lo dico durante l’interrogatorio in antimafia regionale. Dico “a me sembra di averlo pubblicato”. Fava afferma nella Relazione: “nonostante una ricerca abbastanza meticolosa” l’appello non c’è.

Meticolosa? Ma cosa vuol dire per il Presidente Fava “ricerca abbastanza meticolosa”?

Provate a mettere, su Google, “appello contro lo scioglimento di Scicli”, vedrete che vi apparirà la pubblicazione del 15 marzo 2015, da me – ribadisco – pubblicato.

Io quel documento l’ho pubblicato. Ed invece nella relazione si dice “Borrometi non lo ha pubblicato”.

Perché nella relazione della Commissione presieduta da Fava si dice questa cosa palesemente non vera?

Infine, perché il dottor Susino non ha mai risposto alle mie domande?

Perché il dottor Susino non mi ha mai querelato?

E soprattutto… Paolo Borrometi cosa ha scritto su Susino?

Ho scritto e riportato ciò che riferì nell’intervista l’ex sindaco di Scicli, Bartolomeo Falla. Ovvero?

Ovvero che … alcuni politici avessero affidato i propri manifesti a elementi di un “clan di netturbini” (come li definiva la Procura di Catania).

Questo scrissi. Sono mai smentito per questi fatti? Mai.

L’ex Sindaco Falla è stato mai smentito per questi fatti? Mai.

Ed ancora. I fatti da me scritti su Scicli, sono mai stati smontati nell’impianto giornalistico complessivo? Mai.

Le persone di cui parlavo sono state condannate? Tutte.

Nella relazione si dice che la stampa non ha dato risalto all’assoluzione di Susino.

Ebbene, io ho scritto su questo ben 5 articoli, facilmente consultabili online.

Conclusione finale:

Dopo il (velato) attacco al dottor Nino Di Matteo, è arrivata la relazione della Commissione presieduta da Fava nella quale si avanzano dubbi sulla matrice dell’attentato a Giuseppe Antoci, ipotizzando la messinscena.

Oggi tocca a me.

In questi casi, oltre che le persone esposte a minacce da parte della mafia – e costrette a vivere sotto scorta per decisione dello Stato, non certo per nostra richiesta – nei fatti si scredita il lavoro di inquirenti, forze dell’ordine, magistrati (ai quali va tutta la mia gratitudine per avermi più volte salvato la vita).

Io ho molto rispetto delle istituzioni, per questo non mi sono sottratto (eppure avrei potuto) all’audizione in Antimafia Regionale.

Ma – da giornalista, oltre che da cittadino – non posso fare a meno di domandarmi perché? Perché tutte queste falsità contro di me?

Adesso penso che anche gli altri Sindaci sciolti per mafia, avranno il “legittimo sospetto” che le loro amministrazioni siano state sciolte per “motivi politici”?

Ad esempio Vittoria. L’affare rifiuti c’era anche lì, perché il Sindaco Moscato non dovrà chiedere che si indaghi su questo scioglimento?

Ed a indagare chi sarà? Sempre l’antimafia regionale?

Quindi, nei fatti, stiamo commissariando tutti i magistrati di questo Paese, o almeno quelli siciliani.

Intanto, posso immaginare che per i mafiosi, a decine citati nei miei articoli, tutto ciò è panacea, zucchero, miele”.

Paolo Borrometi

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