Case della comunità in provincia. L’Asp di Ragusa perfeziona la prima fase

In regola con i tempi dati dalla Regione Sicilia che sono quelli del 30 marzo 2023. Domenica scorsa sono state pubblicate, all’albo pretorio, le delibere con le quali la direzione strategia dell’Asp 7 di Ragusa ha approvato i progetti di fattibilità tecnico-amministrativa riguardanti le otto case di comunità (finanziate per circa 13 milioni di euro) che nasceranno in provincia di Ragusa dove verranno creati anche, secondo il piano regionale, tre ospedali di comunità. Un ulteriore passo in avanti per raggiungere l’obiettivo di spesa dei fondi previsti dal PNRR Missione 6 e di creazione di nuovi servizi sanitari per la comunità iblea. Si è a metà strada in un percorso che obbliga la realizzazione dei lavori entro il 2026. L’Asp 7 ha già perfezionato l’adesione alle procedure espletate da Invitalia, quale centrale di committenza che dovrà pubblicare i bandi per l’esecuzione dei lavori.

Concretezza per evitare che si perdano cospicui finanziamenti per una comunità che attende una nuova sanità di prossimità

“Tutto ciò denota la concretezza dei nostri tecnici che ringrazio per il lavoro svolto – dichiara il commissario dell’Asp 7, Fabrizio Russo – in provincia di Ragusa saranno realizzati tre ospedali e otto case della comunità. Tutti i Comuni saranno coinvolti da questo progressivo avvicinamento dell’offerta sanitaria al territorio come stabilito dal Ministero della salute, Sarà l’occasione per dare un nuovo imprinting ani nostri servizi assistenziali di prossimità. Questo percorso passa anche dalla capacità di attrarre, attraverso i concorsi, medici e professionisti in grado di garantire un livello elevato di prestazioni. La realizzazione di ospedali e case della comunità rappresenta una grande opportunità anche in questo senso”.

L’identikit delle Case della comunità

Vi saranno garantiti servizi h24 con medici e infermieri. In Italia le nuove strutture saranno in tutto 1.288, una ogni 40-50mila abitanti. Sono l’evoluzione di quanto è stato sperimentato già nelle Case della salute in Toscana, Emilia Romagna e Veneto. Ci sarà una presenza medica 24 ore al giorno sette giorni su sette, insieme agli infermieri che lavoreranno 12 ore al giorno per 7 giorni. Prevista la presenza di specialisti come lo psicologo, il logopedista, il fisioterapista, il dietista, il tecnico della riabilitazione e l’assistente sociale e, quando sarà necessario, anche il cardiologo, lo pneumologo o il diabetologo.

Oltre alle visite mediche anche servizi diagnostici primari per il monitoraggio delle condizioni di salute del paziente.

E’ un beneficio per quei pazienti cronici che potranno accedere a servizi che necessitano dell’uso di apparecchiature come ecografi, elettrocardiografi, retinografi, oct, spirometri. Ci sarà anche un punto per i prelievi e per gli screening oltre che per le vaccinazioni e si potrà usufruire anche dei servizi di prenotazione di visite e ricoveri (garantiti oggi dai Cup) e si potrà far attivare l’assistenza direttamente a casa oppure i nuovi servizi di telemedicina oltre che i servizi per la salute mentale, le dipendenze o l’assistenza sociale.

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