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Buoni postali del 1999, il giudice di pace di Modica: Poste deve pagare se il titolo non indica la scadenza
24 Set 2026 09:17
Due buoni fruttiferi rimasti per anni nel cassetto, un rimborso negato allo sportello e ora una sentenza che dà ragione al risparmiatore. Sulla prescrizione dei buoni postali il giudice di pace di Modica, Giuseppina Italia, ha condannato Poste Italiane a pagare 1.549,38 euro, più interessi legali e spese di lite, a un cittadino modicano indicato con le iniziali G.I. La decisione porta la data del 17 settembre.
Il no di Poste e la serie scritta a penna
I due titoli erano stati sottoscritti il 29 novembre 1999, un milione di lire ciascuno. Quando il titolare ha chiesto di incassarli, Poste ha risposto che era troppo tardi: secondo l’ente appartenevano alla serie “CB”, scaduta nel novembre 2010, e i dieci anni di prescrizione si erano chiusi nel 2020.
A ribaltare la partita è stato il contenuto dei buoni stessi. Su uno non compariva alcuna indicazione di serie, sull’altro soltanto l’annotazione a mano “Serie CB”. Nessuno dei due riportava in modo chiaro la scadenza, la durata dell’investimento o il termine entro cui chiedere il rimborso.
Cosa ha stabilito il giudice sulla prescrizione
Per il giudice è l’intermediario a dover informare in modo adeguato chi risparmia, secondo i principi di trasparenza e buona fede. Al cittadino non si può chiedere di andare a cercare nelle norme o nella Gazzetta Ufficiale le informazioni che il titolo non dà. Richiamando l’articolo 2935 del codice civile, la sentenza conclude che la prescrizione non può decorrere quando le condizioni del buono non sono conoscibili da chi lo ha sottoscritto: il peso dell’incertezza ricade su chi lo ha emesso. Il risparmiatore era assistito dall’avvocata Beatrice Di Pentima.
È una decisione di primo grado e riguarda quel caso. A chi custodisce ancora buoni degli anni Novanta, però, suggerisce di guardarli bene prima di arrendersi a un rifiuto.
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