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BUFALINO FRA TRADIZIONE E SPERIMENTAZIONE
11 Apr 2013 16:27
Hanno avuto inizio nella mattinata, a Ragusa, i lavori del Convegno di studi su Gesualdo Bufalino, che vedranno la conclusione domani, a Comiso, nei locali della Fondazione a lui dedicata.
Organizzato dalla Struttura Didattica Speciale di Lingue e Letterature Straniere dell’università di Catania, nella sede di Ibla, all’interno dell’auditorium di Santa Teresa, ha visto una qualificata partecipazione di studenti e appassionati degli scritti dello scrittore comisano.
I lavori sono stati aperti con il preambolo del prof. Nunzio Zago, Preside della Facoltà di Lingue, nonché direttore Scientifico della Fondazione Gesualdo Bufalino.
Si sono poi succeduti gli interventi del prof. Gualberto Alvino, romano, filologo, critico letterario e scrittore, studioso degli autori maggiormente attenti all’aspetto formale delle loro opere, fra cui, appunto Gesualdo Bufalino, di cui, in diversi saggi ha analizzato la struttura linguistica e stilistica degli scritti, e del prof. Alessandro Cinquegrani, ricercatore di Critica letteraria e Letterature comparate all’Università “Ca’ Foscari di Venezia.
Il Convegno, “Il miglior fabbro, Bufalino fra tradizione e sperimentazione”, prende lo spunto dalla citazione dello stesso Alvino, che ci piace riportare:
“Il miglior fabbro della nostra recente narrativa (cui si rimpiange abbia arriso in vita — sia detto in pieno spirito polemico — una fortuna altrettanto diffusa e plenaria che impressionistica, tecnicamente inadeguata, tutta di blanda natura recensiva quando non agiograficamente prefatoria) lascia pressoché intatto un territorio di ricerca nel quale campeggia, ormai ineludibile, un dilemma di portata capitale: se sia lecito, e soprattutto euristicamente remunerativo, confinare il più splendido modello d’italiano degli ultimi decennî (sempreché il predicato suoni ancora laudatorio in un’epoca soggiogata, come l’attuale, dal falso idolo della semplicità e dell’uniformità denotativa) nell’alveo angusto d’un virtuosismo formalistico di matrice rondesco-dannunziana e d’una ricercatezza basata sul recupero acritico di materiali aulici e preziosissimi; o non piuttosto riconoscere in esso lo statuto d’una scrittura duttile, densa, sorprendentemente viva e vitale, capace di contrastare la dilagante mediocrità espressiva e insieme di conciliare con assoluto rigore e straordinaria intelligenza le ragioni della letterarietà tradizionale (mai, beninteso, passivamente accolte, bensì filtrate, in un folto complicarsi d’echi intertestuali, attraverso una sensibilità originale, austeramente selettiva) con la tensione analitica e di scavo, la trasfigurazione lirica, la compromissione estrema di chi assegna alla letteratura una funzione taumaturgica, poco meno che salvifica, essenzialmente sacrale. E tanto basti a legittimare l’equazione, se inusitata plausibilissima, letterarietà-autenticità, o, a dir tutto, artificio-affabilità comunicativa”. (da Artificio e pietà. Contributo allo studio di Gesualdo Bufalino, in Gualberto Alvino, Tra linguistica e letteratura. Scritti su D’Arrigo, Consolo, Bufalino, introduzione di Rosalba Galvagno, Roma, Fondazione Antonio Pizzuto, 1998).
Il prof. Alessandro Cinquegrani, trevigiano, si è laureato in lettere all’Università Ca’ Foscari di Venezia nel 2001 con una tesi dal titolo “La partita a scacchi con Dio. Per una metafisica dell’opera di Gesualdo Bufalino”, per cui ha conquistato anche il Premio Gesualdo Bufalino per tesi di laurea.
I lavori del pomeriggio, di oggi, giovedì 11 aprile, saranno introdotti dal prof. Natale Tedesco, ordinario di Letteratura italiana alla Facoltà Lettere e filosofia dell’Università di Palermo, e vedranno gli interventi della prof.ssa Domenica Perrone, professore associato di Letteratura Italiana Contemporanea presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Palermo, nonché dei proff. Antonio Sichera e Marina Paino dell’Università di Catania. Marina Paino insegna Letteratura italiana contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania. Si è occupata di autori rappresentativi del Novecento italiano, fra cui Bufalino, secondo prospettive di tipo filologico, concordanziale, intertestuale, interessandosi anche ad esempi significativi di riscrittura cinematografica di testi letterari. Tra le sue pubblicazioni, Dicerie dell’autore. Temi e forme della scrittura di Bufalino (Olschki, 2005).
Domani a Comiso, presso la Fondazione Gesualdo Bufalino, lavori presieduti dal prof. Zago, con gli interventi dei proff. Giuseppe Traina dell’Università di Catania, membro del Comitato Scientifico della Fondazione Bufalino, Maria Panetta dell’Università di Roma La Sapienza e Giulia Cacciatore dell’Università Stendhal-Grenogle 3.
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