Barcone con 150 migranti al largo di Pozzallo: corsa contro il tempo per evitare una tragedia

di Cinzia Vernuccio – Un nuovo allarme nel Canale di Sicilia. Un barcone con a bordo circa 150 migranti è stato individuato a circa 50 miglia a sud-est della costa pozzallese, in un tratto di mare che nelle prossime ore potrebbe trasformarsi in una trappola mortale a causa del previsto peggioramento delle condizioni meteo marine. A lanciare l’allerta è stato anche il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, che ha sottolineato l’urgenza di intervenire rapidamente: «A causa del peggioramento delle condizioni meteo marine, occorre fare presto». Un appello chiaro, che richiama l’attenzione sulla necessità di agire prima che il mare renda impossibili le operazioni di soccorso. Secondo le informazioni disponibili, una motovedetta della Capitaneria di Porto si è già messa in navigazione verso il target individuato, per avviare le operazioni di assistenza e salvataggio. Un intervento delicato, reso ancora più complesso dalle previsioni meteorologiche: nelle prossime ore, infatti, è stata diramata un’allerta della Protezione civile, con onde che potrebbero raggiungere anche i 10 metri di altezza. Uno scenario che riporta alla mente pagine drammatiche già vissute nel Mediterraneo. Mare grosso, imbarcazioni precarie, centinaia di vite sospese tra la speranza e il rischio di una nuova strage. È questa la cornice dentro cui si muovono, ancora una volta, gli uomini e le donne della Guardia Costiera, chiamati a operare in condizioni estreme per salvare vite umane. Il sindaco Ammatuna ha voluto rivolgere un ringraziamento esplicito ai militari impegnati nei soccorsi, ricordando il valore del loro lavoro: un compito difficile, spesso pericoloso, svolto con grande professionalità ma anche con umanità, come dimostrato innumerevoli volte negli anni. Pozzallo, suo malgrado, continua a essere uno dei punti nevralgici delle rotte migratorie nel Mediterraneo centrale. Ogni allarme di questo tipo non è solo una questione di numeri o di emergenza, ma un richiamo costante alla fragilità di chi affronta il mare su barconi sovraffollati e alla responsabilità collettiva di evitare l’irreparabile. Le prossime ore saranno decisive. L’auspicio è che le operazioni di soccorso possano concludersi prima del peggioramento delle condizioni meteomarine ed evitare l’ennesima tragedia umanitaria. A supporto un’altra motovedetta è partita da Siracusa. Foto di repertorio

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