BACARDI E COCA, UN ALTRO GOCCETTO !

Proseguendo la disamina delle più importanti compagini, secondo i più recenti sondaggi, sbirciamo in casa della Libertà e affrettiamoci perché l’ordine potrebbe variare e dovremmo parlare prima di altri.

Se qualcuno ricorda l’epoca del famoso 61  a 0, concorderà che, in un ordine normale delle cose, una analisi di questo genere, per quanto goliardica, non sarebbe stata nemmeno immaginabile nel più scalcinato dei cabaret di paese.

Peggio delle grandi aristocratiche famiglie siciliane del passato, che sono riuscite a dilapidare, in tempi diversi, patrimoni enormi. Sono rimaste solo le ville di periferia a baluardo di una nobiltà di campagna sempre più parcellizzata (mi riferisco al partito).

Grazie agli edificanti spettacoli nazionali e ai tentativi di imitazione locali, grazie a scaramucce di poveri disgraziati parvenu della politica, sono stati vanificati successi elettorali e anni di amministrazione di destra con politiche e comportamenti demenziali. Manie incontrollate di leadership hanno provocato la dispersione degli elementi migliori, a Roma come a Palermo, a Ragusa come a … (NON FUNZIONANO I TASTI).

Il cosiddetto centro destra è riuscito ad acchiappare per i capelli un deputato, fra l’altro originariamente appartenente alla compagine dei missini (scusate ma l’età mi fa vedere le cose con le lenti di una volta), eletto più per la sua storia e il suo prestigio personali che per reale tangibile sostegno del partito. Un partito che, nello sfascio totale, poteva ambire a due, anche tre seggi, riesce a stento a mettersi a livello di grillini e di movimenti di nuova formazione, con un solo deputato. Come facevano gli antichi greci, mi pare, scusate la mia scarsa preparazione umanistica, hanno trovato gli agnellini sacrificali da immolare sull’altare del berlusconismo. Fortunatamente ci sono segnali che le povere creature mostrano elementi di sviluppo, di emancipazione e di sdoganamento dalle vecchie logiche che hanno portato allo sfascio più totale.

Meglio non parlare della situazione nazionale, dove il più sano di mente ha perso la testa, dove il mercurio del termometro dei sondaggi sembra fuoriuscire da un invisibile buco.

A questo punto, considerato che la situazione si evolve continuamente, l’antipolitica la fa da padrone, le scissioni, i movimenti, i nuovi partiti, le liste collegate impediscono di imbastire una comunicazione che dovrebbe, almeno, tentare di recuperare gli scontenti, mentre la casa brucia ci si intestardisce alla zuffa per arraffare la poltrona di comando di una nave senza passeggeri, senza equipaggio e senza carburante, alla deriva in un mare in tempesta. Non si intravedono i nomi che potrebbero tentare di risanare una tale situazione, a Roma come a Palermo, a Ragusa come a … (NON FUNZIONANO I TASTI).

Si può solo augurare ai pochi candidabili elementi validi di trovare una confortevole collocazione politica ma la attuale situazione politica non permette l’emergere di elementi singoli se non sostenuti da adeguati apparati di coalizione o di collaudati movimenti che assicurano anche il necessario bacino di voti.

Unica consolazione che, secondo un parallelo con una ardita ed estrema concezione della guerra che sarebbe l’unica igiene dei popoli,  il terremoto politico degli ultimi tempi ha determinato lo scioglimento, la sparizione, si spera definitiva, di taluni soggetti politici che, per la loro scarsa valenza, la loro inconsistenza, le loro qualità virtuali e, in qualche caso, per i coinvolgimenti giudiziari di vario genere, sono stati la causa della disaffezione alla politica di tanti cittadini, la causa del disinteresse e dell’astensionismo.

Fino a pochi giorni fa, l’ultima chicca di una saga che sembra interminabile e che non può non impressionare negativamente anche i più disponibili ad ascoltare ancora gli epigoni della destra: dopo uno stucchevole tentativo di imitazione delle primarie (stucchevoli anche a sinistra per la loro intrinseca fatua valenza che vorrebbe consacrare la validità di consensi dati anche da esponenti di diversa appartenenza politica), il coordinatore nazionale, candidato alle primarie e potenziale vincitore, scopre che ci possono essere candidati inquisiti e quindi si ritira, senza dire del fatto che se gli inquisiti ci sono nel partito, questo poco importa. Penso che anche chi ha un minimo di cervello resta interdetto di fronte a questi accadimenti che somigliano più ad una farsa napoletana che alle vicende di un partito che ambisce a governare una nazione.

Cos’altro resta a destra ? Cosa nel centro destra ? Nulla, forse qualcosa al centro, dove però, per mera convenienza si affollano provenienti da ogni angolo.

Futuristi, leghisti del nord, leghisti del grande sud, responsabili e irresponsabili, partiti fatti e partiti in cantiere, autonomisti di varia estrazione, partitini e movimenti di Monti, Montezemolo, Donadi, Samorì, cristiano liberali e liberali cristiani, italia che lavora e italia che ruba e ogni sorta di fantasiosa denominazione, restano solo esibizioni stilistiche di creativi per simboli che avranno vita solo fino a quando il seguito personale di singoli candidati fornirà il carburante di voti e di benzina per andare avanti.

Tentazioni che si fanno strada anche a livello locale, con tentativi, anche di rientro, che fanno appello alle solite istanze, ormai asfissianti e ripetitive da parte di ogni politico, con appelli alla costituzione di una classe dirigente competente, seria, onesta che si adoperi per ambiente, solidarietà sociale, cultura e occupazione.  

Finora nessuna di queste formazioni sembra essere riuscita a catalizzare in maniera efficace l’interesse degli elettori, salvo sporadiche manifestazioni elettorali episodiche.

Per il resto, o il movimento è organizzato con sapienza politica, con un contatto reale con gli elettori, con una visione strategica della politica e dei suoi meccanismi oppure è destinato a convergere su partiti più grandi per essere fagocitato se il bacino di voti e di consensi rende conveniente l’operazione.

 

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it