Ancora cenere dall’Etna: stop agli arrivi a Catania fino a mezzogiorno. Weekend difficile per chi deve volare in Sicilia

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Un fine settimana di piena estate che si annuncia complicato per chi deve raggiungere la Sicilia in aereo. Anche questa mattina arrivano brutte notizie per i viaggiatori diretti a Catania, con l’attività dell’Etna che torna a condizionare il traffico aereo.

La SAC, società di gestione dell’aeroporto di Catania, ha comunicato che, a causa dell’attività eruttiva del vulcano e della contestuale presenza di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la chiusura dello spazio aereo corrispondente alla nube di cenere nel settore sud-occidentale, denominato C1.

La conseguenza immediata è la sospensione dei voli in arrivo all’aeroporto di Catania fino alle ore 12 di oggi, in attesa di verificare l’evoluzione della situazione.

Le partenze degli aeromobili già presenti nello scalo, invece, sono regolarmente in corso.

Una situazione che rischia di creare disagi proprio nel pieno del weekend estivo, quando migliaia di persone si stanno spostando verso la Sicilia per le vacanze o stanno facendo rientro sull’isola.

La raccomandazione della società di gestione è quella di non recarsi in aeroporto senza aver prima verificato lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea. La situazione resta infatti in evoluzione e ulteriori aggiornamenti sono attesi nelle prossime ore.

Per chi deve arrivare a Catania, dunque, l’incertezza resta alta: l’operatività dei voli in arrivo dipenderà dall’evoluzione dell’attività dell’Etna e dalle condizioni dello spazio aereo.

In questo scenario di emergenza torna al centro del dibattito il ruolo dell’aeroporto di Comiso. Secondo la Cisal Catania, lo scalo ibleo continua a essere considerato “il brutto anatroccolo” del sistema aeroportuale siciliano, nonostante le potenzialità strategiche che potrebbe ricoprire come infrastruttura di supporto allo scalo etneo.

“Durante le emergenze legate alla cenere dell’Etna – evidenzia la Cisal – l’aeroporto di Comiso viene utilizzato solo parzialmente e non riesce ad assorbire tutti i voli a causa di limiti operativi, della mancanza di accordi stabili con i vettori e della minore disponibilità di personale di terra rispetto ad altri aeroporti”.

Le compagnie aeree, infatti, in caso di criticità preferiscono spesso dirottare i velivoli verso scali più grandi e organizzati, come Palermo-Punta Raisi, dotati di una rete logistica più strutturata.

Per la Cisal Catania il territorio ibleo continua a scontare “promesse disattese” e una carenza di investimenti che ha limitato la crescita dello scalo. Tra le criticità vengono indicate la necessità di potenziare i collegamenti stradali e ferroviari, migliorare i servizi aeroportuali e rafforzare l’attrattività per le compagnie aeree.

“Si punta alla privatizzazione della SAC per attrarre nuovi fondi e investimenti – sottolinea la sigla sindacale – ma il futuro dell’aeroporto di Comiso resta incerto. Occorre una visione complessiva del sistema aeroportuale della Sicilia orientale che valorizzi tutte le infrastrutture presenti sul territorio”.

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