Al Giovanni Paolo II le celebrazioni per la festa della Candelora

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L’ufficio diocesano per la Pastorale della salute di Ragusa ha promosso per sabato 1 febbraio le celebrazioni riguardanti la festa della Candelora vale a dire la presentazione di Gesù Bambino al tempio. In particolare, alle 16,30 ci sarà la benedizione delle candele al pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II. Poi la processione con i fedeli lungo il corridoio tra la torre A e la Torre B. Alle 17, quindi, si terrà la santa messa in cappella sempre nel nuovo ospedale. La festa in realtà si celebra ogni 2 febbraio.

La parola Candelora deriva dal latino “festum candelarum”, festa delle candele. Viene celebrata in questa data la Purificazione di Maria Vergine e la Presentazione di Gesù al Tempio, avvenuta 40 giorni dopo la sua nascita, come prescritto dalla legge di Mosè e narrato nel Vangelo di Luca (Lc 2, 22-39). Contando 40 giorni a partire dal 25 dicembre, si arriva appunto al 2 febbraio.

Il Vangelo di Luca narra che i genitori di Gesù, quando compì 40 giorni, lo portarono al Tempio per offrire in sacrificio una coppia tortore o di giovani colombi, come prevedeva la legge mosaica per la «purificazione» della madre di un maschio primogenito, nel caso di una famiglia povera, qual era quella del falegname di Nazaret: «Se non ha mezzi da offrire un agnello, prenderà due tortore o due colombi: uno per l’olocausto e l’altro per il sacrificio espiatorio» (Lv 12, 8).

Nel Tempio di Gerusalemme Maria e Giuseppe, sempre secondo il racconto di Luca, incontrarono Simeone: «Un uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele». E dalle parole di Simeone, che benedice Dio alzando il bambino tra le braccia, si ricava la spiegazione dell’uso delle candele: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola, perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».

“Le candele sono dunque – chiarisce – simbolo di Cristo, «luce per illuminare le genti». Invitiamo tutti i fedeli presenti in ospedale, e anche chi viene da fuori, naturalmente, a partecipare alla celebrazione di questo particolare rito”.

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