Affidamenti diretti al Comune di Ragusa, il Pd presenta un esposto all’ANAC: “Verificare trasparenza e concorrenza”

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Il Partito Democratico di Ragusa ha presentato un esposto all’Autorità Nazionale Anticorruzione per chiedere una verifica sul ricorso agli affidamenti diretti da parte del Comune di Ragusa nel corso degli ultimi otto anni. La segnalazione, protocollata il 29 luglio e trasmessa per conoscenza anche agli Ordini professionali della provincia, punta ad accertare il rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e rotazione previsti dal nuovo Codice dei contratti pubblici.

Secondo quanto illustrato dal Pd, l’iniziativa nasce dall’analisi della documentazione acquisita attraverso un accesso agli atti, dalla quale emergerebbe il conferimento di incarichi per oltre 7,5 milioni di euro mediante affidamento diretto durante l’amministrazione guidata dal sindaco Peppe Cassì. Di questi, oltre 6 milioni di euro riguarderebbero il settore dei lavori pubblici.

L’esposto è firmato dal segretario cittadino del Partito Democratico, l’avvocato Riccardo Schininà, e dal capogruppo dem in Consiglio comunale, Giuseppe Calabrese. I due precisano di non contestare la legittimità dell’istituto dell’affidamento diretto, previsto dal Decreto Legislativo 36 del 2023, ma chiedono all’ANAC di verificare se il suo utilizzo sia avvenuto nel pieno rispetto dei principi che regolano gli appalti pubblici.

In particolare, il documento richiama le disposizioni del nuovo Codice dei contratti pubblici che impongono il rispetto dei principi del risultato, della fiducia, dell’accesso al mercato, della trasparenza e della rotazione degli operatori economici. Viene inoltre richiamato il comunicato del presidente dell’ANAC del 24 giugno 2024, che ribadisce come eventuali deroghe al principio di rotazione debbano essere adeguatamente motivate.

Tra gli aspetti sottoposti all’attenzione dell’Autorità figurano la presenza di numerosi affidamenti con importi molto vicini alla soglia dei 150 mila euro, oltre la quale la normativa prevede procedure maggiormente concorrenziali, e la reiterazione di incarichi in favore di un numero ristretto di professionisti e operatori economici.

Secondo gli esponenti del Pd, tali elementi non costituiscono di per sé prova di violazioni della normativa, ma meritano un approfondimento da parte dell’Autorità di vigilanza per verificare il rispetto del principio di rotazione e l’eventuale correttezza delle motivazioni adottate nei casi di deroga.

Nell’esposto viene chiesto all’ANAC di accertare, in particolare, se il ricorso agli affidamenti diretti da parte del Comune di Ragusa sia stato conforme ai principi generali del Codice dei contratti pubblici, se la concentrazione degli incarichi sugli stessi professionisti risulti compatibile con il principio di rotazione, se la frequente attribuzione di incarichi di importo prossimo alle soglie di legge richieda ulteriori approfondimenti sotto il profilo della programmazione degli affidamenti e dell’eventuale divieto di artificioso frazionamento degli appalti e, più in generale, se la prassi amministrativa adottata dall’ente sia coerente con i principi di buon andamento, imparzialità, trasparenza e apertura del mercato.

La segnalazione è stata trasmessa anche all’Ordine degli Ingegneri, all’Ordine degli Architetti, all’Ordine dei Geologi, al Collegio dei Geometri e all’Ordine dei Periti Industriali della provincia di Ragusa, affinché possano valutarne i contenuti nell’ambito delle rispettive competenze istituzionali.

“Ci siamo rivolti all’ANAC perché riteniamo doveroso chiedere all’Autorità competente di verificare se le procedure adottate siano pienamente coerenti con i principi del Codice dei contratti pubblici – dichiara il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Giuseppe Calabrese –. Non formuliamo accuse né anticipiamo giudizi: chiediamo semplicemente una verifica da parte di un organismo terzo, nell’interesse della trasparenza e della corretta gestione delle risorse pubbliche”.

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