Adelina torna al mare: la Caretta caretta salvata a settembre liberata a Punta Secca

Adelina torna al mare: la Caretta caretta salvata a settembre liberata a Punta Secca

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Mi chiamo Adelina. Almeno è così che hanno deciso di chiamarmi gli uomini che mi hanno trovata in difficoltà, mi hanno raccolta dal mare e poi curata.

Sono una tartaruga Caretta caretta e questa mattina, dopo settimane lontana dal mio Mediterraneo, sono tornata finalmente libera nelle acque di Punta Secca.

La mia storia era cominciata nel mese di settembre.

Ero in mare quando il personale della Direzione marittima di Catania, impegnato nei consueti controlli, si è accorto che qualcosa non andava. Non riuscivo a proseguire normalmente il mio viaggio. Mi hanno recuperata e affidata a chi sapeva come prendersi cura di me.

Da quel momento è iniziato un percorso lontano dalle onde.

Sono arrivata al C.Re.Ta.M., il Centro di referenza nazionale che si occupa del benessere, del monitoraggio e delle malattie delle tartarughe marine e che, in Sicilia, rappresenta anche uno dei punti di riferimento per il recupero degli esemplari in difficoltà.

Lì sono stata curata, controllata e seguita fino a quando le mie condizioni hanno permesso ciò che aspettavo dal primo giorno: tornare a casa.

E casa, per me, è il mare.

Questa mattina mi hanno portata sulla spiaggia di Punta Secca. Davanti a me c’era di nuovo l’acqua. Dietro, tante persone che erano venute ad assistere al momento della liberazione.

C’erano il comandante della Capitaneria di porto di Pozzallo, capitano di fregata Amleto Piccinno, il personale dell’Istituto zooprofilattico, rappresentanti delle istituzioni e anche tanti studenti delle scuole di Santa Croce Camerina.

Per loro era un momento simbolico. Per me, semplicemente, era il momento di riprendere il viaggio.

La mia liberazione è avvenuta durante “Mercato alla Voce”, manifestazione dedicata alla tradizione e alla cultura marinara del territorio ibleo. E forse non poteva esserci scenario migliore: una comunità che racconta il proprio rapporto con il mare mentre una delle creature di quel mare torna finalmente nel suo ambiente naturale.

Poi è arrivato il momento.

La sabbia sotto di me, l’acqua sempre più vicina e infine di nuovo il Mediterraneo.

Dietro questa piccola storia a lieto fine c’è però un lavoro quotidiano che spesso rimane lontano dagli occhi di chi vive sulla terraferma.

La Guardia costiera non si occupa soltanto di sicurezza della navigazione e soccorso delle persone. Tra i suoi compiti c’è anche la tutela dell’ambiente marino e delle specie protette. Ed è grazie alla collaborazione tra chi opera in mare e chi lavora nei centri specializzati che tartarughe come Adelina possono avere una seconda possibilità.

La Capitaneria di porto di Pozzallo rinnova per questo l’invito a pescatori, diportisti e cittadini: quando si incontra una tartaruga o un’altra specie marina in difficoltà è importante segnalarlo tempestivamente alle autorità, evitando interventi improvvisati.

Adelina, intanto, non ha più bisogno di cure.

Questa mattina ha lasciato alle spalle uomini, telecamere e curiosi.

Davanti a lei è rimasto soltanto il mare.

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