Acate attiva la barriera “acchiappa plastica” sul fiume Dirillo: svolta per ambiente e mare

Entrerà in funzione mercoledì 25 febbraio la barriera “acchiappa plastica” alla foce del fiume Dirillo, nel territorio di Acate. Un’infrastruttura innovativa che segna un passo concreto nella lotta contro l’inquinamento dei mari e nella tutela degli ecosistemi fluviali della Sicilia sud-orientale.

Un’opera strategica per fermare la plastica prima che raggiunga il Mediterraneo

La nuova barriera è stata progettata per integrarsi con il corso d’acqua nel pieno rispetto dell’equilibrio naturale del fiume. Il sistema consentirà di intercettare, bloccare e accumulare macro-rifiuti e detriti plastici trasportati dalla corrente, impedendo che finiscano in mare.

Si tratta di un intervento strategico che agisce a monte del problema dell’inquinamento marino. Fermare la plastica nei fiumi significa infatti ridurre in modo significativo la quantità di rifiuti che raggiunge le coste, con benefici diretti per la biodiversità, la pesca e il turismo. L’impianto rappresenta un modello innovativo di gestione sostenibile dei corsi d’acqua, capace di coniugare tecnologia e rispetto ambientale.

Cerimonia istituzionale tra municipio e foce del Dirillo

L’attivazione dell’impianto sarà accompagnata da una cerimonia in due momenti. Il primo appuntamento è previsto alle ore 11 nel municipio di Acate per i saluti istituzionali e la presentazione ufficiale dell’intervento. Successivamente, autorità e rappresentanti del territorio si sposteranno alla foce del fiume Dirillo, dove verrà illustrato il funzionamento della barriera direttamente sul campo.

Alla cerimonia prenderà parte il segretario generale dell’Autorità di bacino, Leonardo Santoro, insieme a numerosi esponenti istituzionali del territorio ragusano, a conferma della rilevanza dell’opera per l’intera provincia.

Un progetto sostenuto dalla legge Salva Mare e dal governo nazionale

L’intervento dell’Autorità di bacino della Presidenza della Regione Siciliana è stato realizzato attraverso una convenzione con il Comune di Acate, grazie a un finanziamento del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con risorse della legge Salva Mare.

Il progetto rientra nel programma sperimentale nazionale per il recupero delle plastiche nei corsi d’acqua, avviato dal governo italiano con l’obiettivo di intercettare i rifiuti fluviali prima che si disperdano in mare. Dopo il Dirillo, nuove barriere verranno installate nel Ragusano lungo il fiume Irmino nel Comune di Scicli e lungo il fiume Ippari nel territorio di Vittoria.

La provincia di Ragusa laboratorio di sostenibilità ambientale

Con l’attivazione della barriera sul Dirillo, la provincia di Ragusa si candida a diventare un laboratorio di innovazione ambientale in Sicilia. L’azione di contrasto alla plastica nei fiumi rappresenta una strategia concreta e misurabile, capace di incidere direttamente sulla qualità delle acque e sulla salvaguardia delle coste.

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