Casi oncologici che attendono oltre i tempi previsti e mancanze di tutele da parte di Asp. E’ questa la nuova denuncia portata avanti dal Movimento Civico articolo 32 che registra una forte contrapposizione tra l’impegno del personale medico e sanitario e le difficoltà organizzative dell’Azienda sanitaria provinciale. Una segnalazione che mette in luce due casi […]
A COMISO E’ ARRIVATO UN NUOVO MEDIO EVO
26 Nov 2012 16:30
“Qualcuno ha detto che con la cultura non si mangia, io credo di no. Anzi ci sono territori e città che sulla cultura hanno fondato la loro ricchezza, turistica e commerciale. Ma anche se mangiare con la cultura, in senso lato, è una cosa importante, sicuramente non è l’aspetto principale. La cultura ci serve, in poche parole, a essere noi stessi, consapevoli del nostro passato, e ad andare avanti verso un futuro privo degli errori già commessi dai nostri predecessori. La cultura, e prima di essa la memoria, è quindi l’essenza stessa dell’uomo e di una comunità. Senza la cultura di un territorio la comunità stessa non esiste, non è, non ha anima. La cultura e la memoria hanno tanti aspetti, da quelli immateriali, come il frutto del pensiero e dell’arte degli uomini che li vivono, a quelli materiali, non meno importanti dei primi, perché esempio di vita, oggetto di studio e, non secondariamente, richiamo turistico. Comiso è una città che ha una storia millenaria ed è ricca di cultura e di memoria, ma da qualche tempo sembra arrivato un nuovo medioevo. Un periodo di decadenza e di declino, il periodo dei barbari. L’incuria e il malgoverno affliggono tutti i settori della vita cittadina creando nella comunità un clima di pessimismo e di sconforto, che non ci consente di trovare lo slancio per raggiungere un nuovo rinascimento. Nella cura e nella salvaguardia del patrimonio pubblico ci sono alcune delle colpevoli carenze di chi governa la comunità. Il tesoro paesaggistico e culturale di Comiso è oggetto di un attacco distruttivo che ha pochi precedenti. All’interno della città l’incuria e l’abbandono caratterizzano le strade così come i monumenti, fuori dal perimetro urbano la devastazione del territorio avanza senza trovare il ben che minimo ostacolo. Si potrebbero citare molti esempi, a partire dalla sorte del Cinema Diana, passando per il lerciume che contraddistingue le terme Romane o la Fontana in piazza, arrivando all’annosa questione dei palazzi storici, tra cui il castello dei Conti Nasello, che restano un patrimonio privato non fruibile dalla comunità. Qui però io voglio focalizzare l’attenzione su due esempi del disastro che il non governo del territorio comporta. Un esempio cittadino ed uno del paesaggio extra cittadino. Il lavatoio pubblico, un luogo una volta suggestivo e caratterizzante una comunità, inserito nell’elenco dei monumenti di Comiso, con resti medioevali del XI secolo. Esso è praticamente diventato di proprietà privata e sommerso da costruzioni abusive e da una marea di rifiuti e di sporcizia. Una vera vergogna, una ricchezza di Comiso sperperata e distrutta. E poi all’esterno della città l’attacco, altrettanto devastante, al paesaggio e alla natura con le cave di pietra che distruggono le nostre montagne senza controllo e senza criterio. Anche questo uno scandalo che si consuma nel silenzio. il furto di memoria che stiamo subendo sta distruggendo la nostra comunità, che si sta trasformando da realtà urbana con una vivacità e un dinamismo proverbiale in un sobborgo sporco e senza anima. Per invertire la tendenza bisogna intervenire con urgenza e soprattutto avere la passione e il coraggio di farlo. Quelli che hanno amministrato fino ad adesso non lo hanno avuto e per questo sono politicamente colpevoli”.
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