A Cava d’Aliga esplode la protesta: “No all’ecomostro sulla falesia”

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“Tutti a Cava d’Aliga per fermare la distruzione dello scorso e dire no alla ricostruzione dell’ecomostro” su questa dritta si muove il movimento di protesta su quanto sta accadendo sul piccolo promontorio della borgata sciclitana che divide in due la spiaggia cavadalgese, quella grande ad est e quella piccola ad ovest. Il Libero Consorzio comunale sta intervenendo con i lavori di messa in sicurezza della falesia le cui condizioni sono state critiche per decenni al punto da interdire l’accesso alla spiaggetta del versante ovest. “E’ arrivato il mostro. Distruggono lo scoglio per riesumare un rudere” con questo slogan il Partito di Rifondazione Comunista ha richiamato per domani pomeriggio, alle 18, tutti a Cava d’Aliga per protestare su un intervento che viene definito eccessivo.

I lavori, iniziati la scorsa settimana, stanno interessando la falesia ovest in esecuzione di un progetto che risale a qualche anno fa per un importo complessivo di 300 mila euro che il Libero Consorzio comunale di Ragusa ha destinato all’intervento di messa in sicurezza. E gli organi di informazione da tempo annunciano sia il progetto che i lavori che sarebbero stati eseguiti in quel tratto di costa.

Anche il circolo di Legambiente Kiafura di Scicli entra nel dibattito chiedendo l’immediata sospensione dei lavori.

“Gli effetti – commenta la presidente Alessia Gambuzza – appaiono fortemente impattanti sul paesaggio costiero. Una modalità di intervento che desta allarme tra cittadini ed associazioni trattandosi di un’area di elevato valore paesaggistico ed al tempo stesso fragile dal punto di vista ambientale e geomorfologico. Riteniamo indispensabile che i lavori di tale delicatezza siano accompagnati dalla massima trasparenza. Interventi su una falesia costiera non possono essere percepiti come opere ordinarie”.

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