LEGAMBIENTE CHIEDE ALL’ASSESSORE REGIONALE AI BENI CULTURALI LA RIMOZIONE DELLA SOPRINTENDENTE DI RAGUSA PER GRAVI VIOLAZIONI

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Continua la battaglia di Legambiente per chiedere chiarezza e trasparenza nell’operato della Soprintendenza ai Beni Culturali della Provincia di Ragusa. Nel corso di un incontro svoltosi Martedì scorso a Palermo, il Direttore di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna ha consegnato al neo Assessore ai Beni Culturali e al Direttore Generale un dossier realizzato dal Gruppo di lavoro intercircoli della Provincia di Ragusa (Il Dossier  può essere scaricato dal sito www.legambienteragusa.com).

 

Tale dossier contiene una analisi dettagliata dei progetti a tutela della fascia costiera del ragusano e evidenzia come tali interventi non siano compatibili con gli indirizzi dettati dall’art. 13 del Piano Paesaggistico della Provincia di Ragusa ed in netto contrasto con l’art. 36 dello stesso.  La Soprintendenza di Ragusa, invece di far rispettare questo importantissimo strumento che consente la tutela e la conservazione del paesaggio, ha invece rilasciato pareri positivi, non perseguendo il rispetto di ciò di cui essa stessa dovrebbe essere il primo garante.

 

Ma questo è solo l’ultima delle evidenti violazioni che la Soprintendenza di Ragusa commette, ed è per questo che Legambiente ha ritenuto indispensabile richiedere con urgenza una ispezione mirata a esaminare i presenti illeciti e la immediata rimozione della Soprintendente dott.ssa Panvini, che risulta in capo a tutto ciò.

 

Ma questa iniziativa di Legambiente non risulta isolata, in quanto allo stesso tempo è stato inviato tale dossier con richiesta di intervento urgente al Ministero dei Beni Culturali il quale, pur non avendo potere ostativo a decisioni prese in una Regione a Statuto Speciale, si riserva di richiedere chiarimenti sia alla Soprintendente che alla Regione.

 

Non ultimo, lo studio condotto dal Gruppo di lavoro intercircoli di Legambiente è stato trasmesso al Ministero dell’Ambiente, erogatore di molti fondi contro il dissesto idrologico ma le cui risorse sono di fatto utilizzate per scopi diversi.

 

 

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