ASSURDO CHE L’ACCOGLIENZA PROVOCHI DIVISIONI

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Assurdo che un progetto con finalità di accoglienza e integrazione generi conflitti e divisioni! 

Ed è quello che  starebbe per accadere  al progetto di Accoglienza per Rifugiati e Richiedenti Asilo Politico  del Comune di Scicli e della Cooperativa ‘Il Dono’ (co-finanziato dal Ministero dell’Interno)  trasformando in centro residenziale parte del piano primo della “Scuola Materna”  dell’ “Istituto Comprensivo Vittorini”,  di via Vasco de Gama.

E quella apparente “schizofrenica deviazione”, tra intenzioni e risultato, non è altro che conseguenza di una “insistenza” a procedere dritti verso l’obiettivo amministrativo, senza l’opportuno coinvolgimento delle persone e delle famiglie, primi destinatari dell’azione.

Ora che la “frittata” è fatta non resta che fare ogni tentativo per porre rimedio  agli  errori  commessi, con l’umiltà e la pazienza adeguata a evitare l’insorgere di un fronte interno di conflito,  proprio nella città delle salme sulla spiaggia di Sampieri e a poche centinaia di metri dal luogo in cui hanno trovato rispettosa sepoltura alcune delle stesse vittime.

E’ proprio per questa precedente testimonianza di civiltà che rivolgiamo a  tutti un pregnante invito al dialogo e per scongiurare che – oltre al già complesso scenario “globale d’oltremare” – si generino  divisioni e “faide verbali” sul “fronte locale”.

Che si possa ripristinare un clima sereno, scevro da pregiudizi e da  inopportuni toni propagandistici  che troppo spesso ‘infestano’ il fertile terreno del dialogo, per generare vera accoglienza e integrazione.

Occorre dunque dare ascolto alle famiglie, far proprie le loro preoccupazioni e con loro fare un piano di accoglienza; pensato da chi genera e “fabbrica” accoglienza e integrazione, per mestiere! 

Il Partito Democratico  invita tutte le forze politiche e sociali a creare le condizioni perché questo avvenga, preferibilmente trovando  soluzioni più adeguate rispetto a quella individuata. E comunque con iniziative che trovino ampio consenso di genitori  che certamente condividono le finalità del progetto, destinato  a ospitare  15 donne in fuga dal pericolo per la loro famiglia.

Si tratta insomma  individuare soluzioni alternative o compensative, di rispondere ai bisogni o alle rassicurazioni richieste, quasi di costruire  un “ponte”  sulla complessa strada dell’accoglienza e dell’integrazione, certi che le istituzioni locali e dello stato non si sottrarranno al  dovere di assicurare le dovute garanzia di tutela dei diritti di tutti.

 

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