La pensionata di Ragusa non è caduta nella trappola

L’episodio della tentata truffa ai danni della signora A.T. di 80 anni si colora di qualche inspiegabile mistero. Le due sedicenti dottoresse, dopo aver chiesto se l’anziana donna avesse in casa delle banconote con la serie A L, hanno chiesto alla stessa, con grande dispiacere, di rinunziare ovviamente all’aumento della pensione di 170 euro al mese. Così facendo però hanno dato quasi la certezza che il tentativo di truffa verso la signora era andato a vuoto, perché la stessa non era nella disponibilità immediata di altre banconote, per cui la truffa di “soli” 50 € sarà loro sembrata insufficiente. Per quanto riguarda la firma richiesta come rinunzia all’aumento della pensione, si sarà trattato evidentemente di un camuffamento dei veri scopi della visita e quindi della rinunzia all’attività delittuosa delle stesse. L’episodio tuttavia serve a far capire che, come abbiamo già pubblicato ieri, le persone anziane devono stare molto attente ai tentativi di truffa, diffidando da ogni persona che, qualificandosi per “professionisti, amici, medici, rappresentanti, benefattori” tendono in tutti i modi alle malcapitate persone di farle cadere nella trappola. (G.C.)

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