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LA INVEROSIMILE VICENDA DEI MARO’
10 Feb 2014 07:18
La storia dei due fucilieri della Marina militare italiana “detenuti” illegalmente in IndIa perchè accusati della uccisione di due pescarori ha dell’inverosimile. Sono tante infatti le violazioni del diritto internazionale perpetrate dal governo e dalla magistratura indiana che davvero fanno accaponare la pelle. Anzitutto l’assoluta mancanza di prove che i pescatori siano stati uccisi dai Marò italiani e questo la dice lunga su una grossissima pecca nelle indagini. Nessuno può essere rinviato a giudizio senza prove almeno nel nostro Paese dove checchè se ne dica le indagini su fatti così gravi di solito sono corroborate da da indizi di colpoevolezza e prove. Ma evidentemente in India che si trova in Campagna elettorale bisogna tacitare l’opinione pubblica dandole in pasto due “colpevoli” per giunta possibili “terroristi”. Veramente da non crederci.
Ma la cosa che lascia veramente stupiti è la violazione palese del diritto internazionale che stabilisce senza ombra di equivoci che la giurisdizione in aree internazionali spetta al paese che ha la sovranità sui mezzi su cui si svolgono gli eventi. Nel nostrro caso la nave su cui prestavano servizio i nostri marò era italiana ed in acque internazionali. Quindi la legittimità di qualsiasi azione giudiziaria spettava e spetta all’Italia. Le autorità indiane, con l’inganno hanno fatto rientrare la nave in un porto indiano (male ha fatto il comandante dell’unità ad obbedire e tornare indietro), proseguendo illegittimamente con le indagini. Il rientro dei due fucilieri dall’Italia in India dopo il breve periodo di feste non è stato un errore perchè abbiamo dimostrato di rispettare gli impegni ed i patti, cosa che non ha fatto l’India, portando alle lunghe un procedimento penale destituito in fatto ed in diritto di ogni fondamento.
Giorno 18 sapremo l’articolato della richiesta di rinvio a giudizio ma i due Marò se non la pena di morte rischiano dieci anni di galera e non ci pare che sia una cosa giusta senza un processo “regolare”.
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