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CELLULARI, TUMORI E TUTTO QUELLO CHE LE LOBBY NON DICONO
24 Gen 2014 21:07
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Grazie ad un progetto scolastico abbiamo potuto leggere un libro molto interessante ed educativo dal titolo: TOGLIETEVELO DALLA TESTA
CELLULARI, TUMORI E TUTTO QUELLO CHE LE LOBBY NON DICONO di Riccardo Staglianò.
A noi ragazzi a cui non piace tanto leggere ( non è il nostro hobby preferito), quando abbiamo avuto proposto questo libro, siamo rimasti un po’ titubanti per le quasi 400 pagine.
A poco a poco però, pagina dopo pagina siamo riusciti a capire che questo libro è un vero capolavoro. A noi è piaciuto tantissimo e dopo averlo letto, abbiamo capito che è meglio usare con parsimonia il nostro iPhone.
Cinque miliardi di persone usano ormai quotidianamente un telefono cellulare: si tratta, con tutta probabilità, del più grande affare (per le multinazionali ) del millennio! Eppure, in relazione ai rischi per la salute ci si dovrebbe porre qualche interrogativo e adottare un atteggiamento più critico e scettico nei confronti di questo strumento, sebbene appaia così innocuo e, ormai, così comune. Del resto, le istruzioni di qualsiasi modello di telefono cellulare ci avvertono a tenerlo distante dall’orecchio almeno 1,5 – 2 cm e di non farlo usare ai bambini.
Lennart Hartell, autorevole scienziato svedese, stima che un’esposizione di più di 27 minuti al giorno alle radiazioni emesse dal cellulare in un arco di 10 anni, aumenta considerevolmente la possibilità di insorgenza del glioma, che è un cancro al cervello.
Come il caso del 58enne bresciano Innocente Marcolini in cui per la prima volta al mondo un tribunale ha riconosciuto la correlazione tra l’uso eccessivo del cellulare per motivi professionali e l’insorgere del tumore al cervello (glioblastoma). Il 58enne stava attaccato al telefono mobile per più di sette ore al giorno per vent’anni consecutivi. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca Contro i Tumori (IARC) ipotizza il glioblastoma come ricollegabile all’esposizione ai campi elettromagnetici emessi dai cellulari.
Un problema che riguarda, in primis, proprio la popolazione italiana che si è dimostrata come la più permeabile al business del telefonino.
Le statistiche indicano addirittura che ce ne sia 1,5 a persona. Per un importante primario di neurochirurgia americano che si chiama Keith Black il cellulare è come se fosse “un’antenna a microonde, con cui ci cuociamo quotidianamente il cervello”.
Il libro di Staglianò ha il carattere di una vera e propria inchiesta giornalistica che raccoglie numerose testimonianze, dall’Italia alla Svezia e agli Stati Uniti, su una vita condizionata dai cellulari e sui possibili rischi per la salute, prodotti da multinazionali, che come nel caso del fumo, stanno provando a minimizzare le potenziali correlazioni fra tumori e radiazioni elettroniche e ad insabbiare le poche ricerche che sono state condotte in materia.
In “Toglietevelo dalla testa , l’autore racconta tutto quello che c’è da sapere sul possibile legame causale cellulari-cancro incontrando le prime vittime che lottano il silenzio dei media e le pratiche ostruzionistiche delle grandi multinazionali che (ovviamente)devono difendere quello che per loro è il business numero 1.
Come si legge nelle pagine del libro, decine di centri studi, all’insaputa dei cittadini, raccolgono montagne di fondi dalle aziende per promuovere campagne che abbassino la soglia di attenzione sui rischi per la salute, “è successo con le sigarette, con l’amianto, oggi il candidato preso in esame è il cellulare”.
Noi siamo del parere che nell’attesa del parere definitivo dalla comunità scientifica che, in tutti questi anni, ha assunto le posizioni più variegate in merito, se vogliamo tenerci al riparo dai pericoli dobbiamo limitare l’uso del cellulare e quando ciò non è possibile ricorriamo agli sms, o alla vivavoce e, soprattutto agli auricolari inspiegabilmente poco pubblicizzati.
Recensione redatta da: Daniele Lo Grasso e Alessio Bottiglia
Classe 1^ A tur. Ist.Tecn. Statale”G. Garibaldi”- Marsala
Referente del progetto: prof.ssa T. Titone
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