DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO IN PROVINCIA DI RAGUSA

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“Ancora una volta ci troviamo a dover prendere posizione sul dimensionamento scolastico nella Provincia di Ragusa e ci sentiamo in dovere di farlo perché l’allarmismo regna sovrano e i timori del personale della scuola, dei genitori e degli alunni stessi, di vedere la propria sede accorpata ad altre scuole, non può non essere presa in considerazione.

Avevamo già a suo tempo fatto presente che con la nota 2828 del 20 dicembre 2013, il MIUR comunicava, in modo chiaro ed inequivocabile, che per il prossimo anno scolastico le uniche scuole che verranno accorpate saranno quelle sotto i 600, senza alterare, quanto più possibile, l’attuale assetto.

In Sicilia saranno 21, in provincia di Ragusa solo ed esclusivamente 1 l’I.C. Pascoli.

A dare ulteriore forza e vigore alle nostre affermazioni arriva adesso una nota del 16 gennaio u.s. siglata dal dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia dott.ssa Altomonte e l’Assessore Regionale Nelli Scilabra nella quale si ribadisce in modo forte e chiaro quanto segue…

“Tenuto conto del mancato accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni, le conferenze provinciali avranno cura di intervenire sugli istituti scolastici sottodimensionati nonché di rilevare e proporre soluzioni per superare eventuali criticità esistenti nell’attuale assetto territoriale della rete scolastica regionale.”

Siamo perfettamente consapevoli che le anomalie di maggior rilievo riguardano l’I.C. Comprensivo “C. Amore” di Modica e l’I.C. “E. Vittorini” di Donnalucata. Al tavolo tecnico tenutosi a Palermo l’otto febbraio del 2013 abbiamo fatto delle proposte che non sono state accolte perché in quelle fase l’unico obiettivo era quello di eliminare le reggenze dei D.S. e dei Direttori SGA. La nostra proposta, e qui ci rivolgiamo soprattutto ai Dirigenti Scolastici delle suddette scuole, è quella di aspettare ancora un altro anno affinché venga definito una volta per tutte questo parametro sul quale lavorare per rendere quanto più agevole possibile l’attività didattica ai nostri alunni, arrecare meno disagi possibili ai loro genitori, garantire stabilità alle nostre istituzioni scolastiche, ma soprattutto salvaguardare quanto più possibile i posti di lavoro.

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