LA DISGRAFIA

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La settimana scorsa nella nostra rubrica abbiamo trattato i Disturbi Specifici dell’Apprendimento ed in particolare il problema della Dislessia, che è forse il più comune tra questi disturbi, ma oggi voglio parlavi della Disgrafia: altro disturbo specifico dell’apprendimento che molte volte ritroviamo in concomitanza alla Dislessia. La Disgrafia, una difficoltà del bambino a riprodurre segni alfabetici e numerici, riguarda esclusivamente il grafismo, emerge nel bambino quando la scrittura comincia la sua fase di personalizzazione, indicativamente alla classe terza elementare. In genere, il problema della scrittura disorganizzata viene sollevato dagli insegnanti elementari, che lamentano la difficoltà di seguire il bambino, nel suo disordine. La mano dei bambini disgrafici scorre con fatica sul piano di scrittura e l’impugnatura della penna o matita risulta essere scorretta, la capacità di utilizzare lo spazio a disposizione per scrivere, solitamente è molto ridotta. Esistono piccoli accorgimenti da tenere in considerazione, per evidenziare le caratteristiche peculiari di una Disgrafia: il bambino tende a non rispettare i margini del foglio, lascia degli spazi tra le lettere delle singole parole e tra le parole stesse, non segue la linea di scrittura, scrive in salita o in discesa rispetto al rigo e, infine, la pressione della mano sul foglio è irregolare. La Disgrafia riguarda un’anomalia del movimento corsivo, che può essere ricondotta ad una errata postura, ad una sbagliata percezione e organizzazione spaziale, a problemi motori trascurati o ad emotività eccessiva. Potrebbe anche derivare dall’errato uso dello strumento scrittorio, per la mancanza di una didattica adeguata e attenta a queste tematiche. Esiste una sostanziale differenza tra Disgrafia e Disortografia: abbiamo sinteticamente descritto i tratti peculiari della prima, adesso ci occuperemo di delinearne la seconda. La Disortografia è un disturbo specifico della scrittura, essa non rispetta  le regole di trasformazione del linguaggio parlato in linguaggio scritto. Segnali reali della Disortografia possono essere omissioni di grafemi o parti di parola (es. pote per ponte o camica per camicia), sostituzioni di grafemi (es. vaccia per faccia; parde per parte), inversioni di grafemi (es. il per li; spicologia per psicologia). La disortografia è la difficoltà a tradurre correttamente i suoni che compongono le parole in simboli grafici; essa si presenta con errori sistematici che possono essere così distinti. Insegnanti e genitori dovrebbero accogliere la difficoltà del bambino, garantendogli un aiuto e un sostegno costante, consentendogli di utilizzare il computer per la scrittura, ma sappiamo che molte volte tutto ciò si scontra con le tradizionali ideologie sulla didattica.

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