LA DIETA MEDITERRANEA PROTEGGE DAL DIABETE, CHE SI E’ SCOPERTO AVERE ORIGINE INFIAMMATORIA

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Presso i laboratori del Department of Diabetes Complication Biology in Danimarca sembra essere stato scoperto il fattore scatenante del diabete di tipo 2.

I ricercatori sono riusciti a rilevare tramite la tecnica di citofluorometria che, durante le fasi iniziali di sviluppo della patologia diabetica, il tessuto pancreatico viene invaso dai macrofagi, particolari cellule del sistema immunitario. Arrivate nel pancreas queste cellule secernono delle proteine infiammatorie chiamate citochine che contribuiscono in maniera determinante alla morte delle cellule beta pancreatiche. La perdita di queste ultime, deputate alla produzione di insulina,  porta allo stato di malattia. Lo studio, pubblicato su Journal of Leukocyte Biology e condotto dal  prof. Rosendahl  «può fornire nuovi spunti che consentano lo sviluppo di terapie antinfiammatorie ritagliate su misura, riducendo l’incombenza per i pazienti con diabete di tipo 2. Questi nuovi trattamenti possono rivelarsi utili per integrare terapie esistenti come l’insulina e GLP-1 simili».

Quindi il diabete di tipo 2 si è rivelata essere una malattia di tipo infiammatorio causata da una notevole quantità di macrofagi nel pancreas.

A riprova di ciò, un’altra ricerca  pubblicata su Annals of Internal Medicine ha rivelato che la dieta mediterranea si è dimostrata molto efficace nel contrastare il diabete grazie infatti alle caratteristiche antinfiammatorie degli  alimenti che la compongono.

In particolare si è visto che se la dieta apporta una buona quantità di olio extravergine di oliva, il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2  diminuisce del 30%.

La ricerca è stata condotta su 3541 volontari che all’inizio dello studio presentavano fattori di rischio per malattie cardiache e diabete, quali sovrappeso, colesterolo alto e fumo.

Queste persone sono state divise in due gruppi: il primo gruppo ha seguito una dieta povera di grassi (caratterizzata semplicemente da un minor consumo di carne rossa e latticini), il secondo la dieta mediterranea (con un buon apporto di olio extravergine di olive e frutta secca oltre che da un minor apporto di carne rossa e latticini).

La differenza tra le due diete è risultata essere significativa per quanto riguarda l’apporto di acidi grassi insaturi, molto più presenti nella dieta di tipo mediterranea rispetto ad una “semplicemente” povera di grassi.

Sono proprio questi particolari acidi grassi a rappresentare quindi i fattori di protezione in grado di diminuire anche il rischio di sviluppare il diabete e non solo, come già noto, le malattie cardiovascolari e l’ictus come è stato confermato lo scorso anno in un altro studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine, che come hanno spiegato gli autori:  «Si tratta della ricerca più estesa, chiara ed evidente per indagare il tipo di protezione sull’apparato cardiocircolatorio svolto dai cibi tipici della dieta mediterranea». Anche in questa ricerca i dati dimostrarono un abbassamento di circa il 30% di probabilità di avere problemi cardiaci ed ictus.

Non a caso l’Unesco nel 2010 ha riconosciuto la dieta mediterranea come ‘patrimonio culturale immateriale dell’umanità’.

Questi studi confermano i benefici per la salute che apporta la dieta mediterranea riconosciuti da sempre empiricamente, ma che purtroppo negli ultimi decenni si sono “dimenticati” complici anche le “novità” e le “mode” alimentari provenienti da oltreoceano e ricche dei dannosi acidi grassi saturi.                                                                                            

 

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