Le nanoplastiche sono state rilevate nel sangue umano e perfino nella placenta. Un tema sempre più centrale nel dibattito scientifico internazionale e che è arrivato anche al Parlamento Europeo, dove il professor Antonio Ragusa ha acceso i riflettori sui possibili rischi per la salute pubblica. Secondo gli studi presentati nel corso dell’incontro, le particelle di […]
SI CHIAMANO ASSASSINI !
02 Ott 2013 06:12
Giusto poche ore fa le cronache descrivevano l’ennesimo, tragico esito di uno dei tanti viaggi di disperazione. Ben tredici immigrati provenienti dal Corno d’Africa hanno trovato la morte nel tentativo di raggiungere le coste ragusane. Sono annegati. Non sapevano nuotare, ma dopo che l’imbarcazione su cui viaggiavano si era arrestata su una secca sono stati spinti in mare dagli scafisti, a bastonate e cinghiate. Proprio quelle stesse persone a cui avevano affidato il loro futuro, alla fine hanno procurato loro la morte. Ci sono molti termini appropriati per descrivere queste “persone”, per far capire ciò che sono: sono degli assassini, degli omicidi, dei criminali senza scrupoli, gente che non ha nessun rispetto per la vita umana. Poi ci sono anche termini molto meno appropriati, e uno di questi l’ha usato il vicequestore di Ragusa Francesco Marino: “senza Dio”.
“L’espressione usata dal vicequestore è stata decisamente infelice” protesta Massimo Maiurana, referente Uaar di Ragusa. “Il momento di cordoglio non può impedirci di notare come ancora oggi qualcuno tenda ad associare la mancanza di fede religiosa con una vita scellerata e, come in questo caso, addirittura criminale, quando invece gli atei risultano essere meno dell’1% della popolazione carceraria negli USA”. Purtroppo certe espressioni offensive faticano ad estinguersi, e se anche persone in ruoli rappresentativi come il dott. Marino le usano la cosa non aiuta. È verosimile che quegli scafisti assassini un dio ce l’abbiano, ma questo non è importante; l’espressione “senza Dio” viene usata come sinonimo di “non rispettabile”, a prescindere dal suo significato letterale. Maiurana chiude con un auspicio: “Ci auguriamo che Marino si renda conto della volgarità di ciò che ha detto e che ne faccia tesoro per il futuro, e che magari lo ammetta pubblicamente”.
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