Riparte un’opera attesa da anni nel territorio ibleo. L’ASP di Ragusa ha dato il via libera definitivo ai lavori per la realizzazione del Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Pozzallo, con l’adozione della delibera n. 907 del 24 aprile. Un passaggio decisivo che consente di riavviare il cantiere dopo lo stop seguito alla risoluzione del […]
ALTRAILIADE: STORIA DI GUERRE E DI DONNE NELLA STORIA
02 Ago 2010 16:15
Va in scena nello splendido scenario degli scavi di Caucana, lo spettacolo: Altrailiade. Ricordiamo che quest’anno il cartellone estivo, per quanto riguarda le rappresentazioni, che si svolgono, appunto, nel sito archeologico camarinense, nell’ambito della settima edizione di “KauKana Art”, è curato dalla neonata associazione culturale “Città del sole”. Presidente dell’associazione è il dott. Raffaele Agnello, che nella vita è segretario comunale del comune di Santa Croce Camerina con “l’hobby” dei grandi eventi. Dopo le risate della commedia tragicomica del Dyskolos di Menandro, il Pianto delle donne Troiane, Altrailiade già rappresentata con successo sia ad Eraclea che a Selinunte è liberamente tratta da Omero, Euripide, Yourcenar, Rame, Baricco con la regia del prof. Giacomo Bonagiuso. Il regista ha voluto, con questa rappresentazione, sfatare il mito della guerra, spostare l’attenzione dai guerrieri alle donne, vere sconfitte di tutte le guerre. Mentre i guerrieri muoiono, loro rimangono, con la loro vita e il loro corpo violato. Come Cassandra, condannata dal dono della chiaroveggenza, prevedere il futuro e non essere creduta o come Ecuba, sposa di Priamo, madre di Ettore, che perde tutti i suoi figli e diventa schiava. Ma anche Ettore ed Achille che Omero cita come guerrieri non sono altro che ragazzini, che in un angolo aspettano la fine di una guerra che sanno porterà loro la morte. Lo spettacolo si chiude mentre scorrono le immagini di altre guerre, di campi di concentramento, di ragazzine che fuggono dalle bombe di Hiroschima, di donne cubane che hanno sulla fronte le foto dei figli finiti in chissà quali prigioni. Immagini che rendono uguali tutte le guerre, che nulla hanno di eroico. Rendono uguali tutte le donne di tutte le epoche. Il terrore della guerra è lo stesso da Omero ad oggi non è cambiato nulla. (Pina Cocuzza)
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