LA STORIA DI ELVINIA, UNA RAGAZZA IPOVEDENTE

Una storia fuori dal comune, che ha dell’incredibile anche se è tutto incredibilmente vero. Tutto ebbe inizio nel 2006 anno in cui diventa ipovedente. Proprio in quell’anno incominciò il calvario di Elvinia una ragazza di Grammichele e residente attualmente per motivi di studio e di salute a Messina. Allora aveva appena 18 anni. A causa di una forte miopia controllò la vista ma l’oculista le disse che non era possibile provvedere nel realizzare le lenti perché “ tu hai un problema agli occhi”. Elvinia allarmatasi chiese di saperne di più. Esattamente l’8 agosto del 2006 causa una malattia ereditaria sarebbe dovuta essere operata.Subì un intervento di trapianto alla cornea. Intervento pare non necessario. La cicatrizzazione corneale (secchezza e cicatrizzazione della parte esterna dell’occhio a causa della mancanza di vitamina A) è la causa più comune di cecità. Dopo l’intervento incominciò a fare ripetuti controlli  e a poco a poco a non vedere più. Uno sconvolgimento unico da parte dei familiari che non accettavano la situazione. I medici sostenevano che avrebbe recuperato la vista con il tempo ma quando si viene a sapere che la ragazza non vedrà più è un dolore al cuore per i genitori. E’ un dolore infinito. Lì iniziò il suo calvario con risvolti drammatici contrassegnati da evidenti condizioni di solitudine. La situazione si è ulteriormente compromessa da 8 anni a questa parte. Elvinia ha affrontato spese economiche ingenti da sola con le sue sole forze senza avere alcun sostegno dalle istituzioni. Un vai e vieni per molti ospedali italiani sostenendo visite costosissime ma in Italia non esiste specifica competenza in questo campo. Un destino crudele per una ragazza di quasi 27 anni con alle spalle un’infanzia dagli aspetti drammatici. Entrò in collegio piccolissima essendo figlia di una famiglia numerosa – possiede altri 8 fratelli – perché suo padre non era in grado di mantenerla economicamente. “Mi hanno completamente rovinata la vita. Ḗ assolutamente inaccettabile per una ragazzina constatare di entrare in un ospedale consapevole di venir curata per un intervento di routine ed uscirne cieca. Non vedevo più e non riuscivo a sopportarlo. Oggi posso dire con fermezza di essere stata una vittima . Mi dicevano che vedevo ma non era vero perché in realtà non riuscivo a vedere assolutamente nulla. In questo modo ero entrata nel baratro della pazzia. Si, stavo impazzendo e credevo di impazzire giorno dopo giorno. Non avevo la benché minima idea di cosa significasse essere non vedente. Ecco ora la mia forza: io per i miei occhi sarei disposta a morire. Non sono i soldi a farmi felice, l’unica felicità sono i miei occhi. Per questo ho intenzione di giocarmi l’ultima carta, quella che sarà definitiva per la mia salvezza: a fine mese dovrò operarmi in Svizzera ma dispongo solo di un budget di € 1000,00 che non bastano per risolvere il mio problema. Eppure ne ho passate parecchie; dal danno alla beffa addirittura sono stata indagata dalla Guardia di Finanza ed accusata ingiustamente di essere una falsa non vedente. Accuse che mi hanno uccisa psicologicamente. Fortunatamente un giudice ha constatato la mia cecità e mi ha compresa. Da  ipovedente si approfittano di te. Questo è il male ricevuto per essere non vedente.

Oggi Elvinia conta esclusivamente sulle proprie forze e su quelle del suo unico punto di riferimento, il suo cane guida. Un coraggio incredibile nonostante le innumerevoli ingiustizie subite. Un altro sostegno importante è rappresentato dalle sue legali, donne determinate e combattive nel garantirle giustizia:

La cosa principale in tutta questa vicenda è che Elvinia possa realizzare il sogno: tornare a vedere. Per questo facciamo appello alle istituzioni regionali e nazionali per sostenere il suo intervento in Svizzera e per trovare in questo modo una definitiva soluzione.

 

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