ALLE AMMINISTRATIVE PREVARRA’ IL VOTO DISGIUNTO

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Siamo alle soglie delle Amministrative e si cominciano a profilare candidati e aspiranti Sindaci, futuri amministratori della nostra città, Ragusa.

I programmi si avvicendano e hanno molti punti in comune e scegliere diventa un vero problema, in quanto c’è chi sceglie in base alla forza delle coalizioni, anche se ci sono problemi tra gli stessi partiti che si schierano e altri non si sono ancora schierati o hanno espresso un aspirante Sindaco.

Il quadro si chiarisce ma non è definitivo ancora.

La scelta si baserà sull’amicizia personale, sui candidati apprezzati, di spessore e non certamente prevarrà la tendenza a votare il candidato che proposto dal Sindaco . Molti saranno i voti disgiunti, e al di là di Giovanni Cosentini (Associazione Territorio, Megafono, Udc) che esprime continuità con la passata amministrazione, di Platania (Movimento città) che esprime, nelle parole almeno, discontinuità e nuovo, di Giovanni Iacono (Idv) che esprime cambiamento, di Francesco Barone (Pdl), di Piccitto (M5S),  degli altri ,che non sono stati ancora definiti, gli elettori, a quanto si sente, sono confusi e non voteranno in modo congiunto assessore-sindaco.

La realtà è che i problemi sono tanti, e auspicheremmo che nei programmi sociale ,cultura e città fossero le prioritarie, in stretto accordo con l’economia.

Siamo consapevoli del fatto che senza gli elementi sopracitati non ci sarà né crescita, né trasformazione e cambiamento della società. Una società cresce se la povertà, i problemi legati ad essa sono affrontati e risolti, una città cresce se la cultura della città diventa punto di riferimento per i turisti, se si incentiva il turismo culturale. Luoghi come Kamarina, le aree culturali devono diventare punti sostanziali della città, che automaticamente si arricchirà in afflusso turistico ,ad esempio.

A questo proposito, invitiamo gli aspiranti Sindaci e consiglieri a instaurare, o proporre di instaurare due fondi, uno per il recupero del sociale, e uno per la cultura, in cui far convergere i soldi degli sprechi, i soldi dei dimezzamenti degli stipendi, le percentuali degli emolumenti, il 2% ,che si potrebbero chiedere alle banche, dai loro introiti, come avviene in America e Giappone.

A quanto detto, si deve aggiungere, anche, la necessità di aprire i palazzi del Comune, o immobili inutilizzati alle Compagnie teatrali, alle Associazioni, che in grossa crisi hanno problemi a pagare gli affitti.

Insomma, una razionalizzazione degli interventi porterebbe alla soluzione dei problemi, o meglio ad incardinare le soluzioni di questi.

 

 

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