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QUIRINALE. LA BINDI SI DIMETTE, PRODI BOCCIATO E BERSANI È STATO “TRADITO”
20 Apr 2013 06:41
Scossoni e terremoti in seno al Partito Democratico. Il tutto è scaturito dalla bocciatura di Prodi. Un Pd disintegrato per i cosiddetti traditori, che secondo Bersani sono stati uno su quattro e si dimette. Anche Rosy Bindi si è dimessa da presidente dell’Assemblea del Pd. E’ stata l’ennesima giornata nera del Pd, dopo il duro colpo della bocciatura di Franco Marini. Ma, spiegano fonti interne, sbagliata è stata la decisione di non mettere ai voti la scelta di Romano Prodi. “Bersani – ha spiegato un dirigente – ha forzato perché gli accordi erano che si sarebbe votato a scrutinio segreto su più nomi”. Nel vertice serale, il gruppo dirigente del partito cerca una impossibile via d’uscita avviando i contatti con gli altri partiti (per un’intesa o su Stefano Rodotà o su Cancellieri) anche perché il segretario amaramente osserva che “noi, da soli, il presidente della Repubblica non lo eleggiamo”. La quinta votazione registrerà l’astensione dei democratici. “Abbiamo prodotto una vicenda di gravità assoluta, sono saltati meccanismi di responsabilità e solidarietà”, ha sottolineato Bersani.
Renzi, invece, sul noto Social Network risponde agli attacchi che lo vedono la mente di un complotto che porta alla disfatta del Pd. “Per tutto il giorno- scrive Renzi-sono stato accusato su Facebook di sostenere una candidatura, quella di Romano Prodi. Adesso l’accusa é opposta: aver complottato contro la candidatura Prodi. Se non ci fosse di mezzo l’Italia ci sarebbe da ridere. Primo punto: io le cose le dico in faccia, sempre. I doppiogiochisti non mi piacciono. Se dico che sosteniamo Prodi, lo facciamo. Se andiamo contro Marini lo diciamo a viso aperto. Secondo punto: il Quirinale richiede per definizione una persona esperta e competente. Lasciatevelo dire da rottamatore, il Quirinale non si trova il candidato “nuovo”. Il Presidente della Repubblica deve avere caratura internazionale e senso dello stato: Prodi sarebbe stato un ottimo presidente. Ma lo hanno fatto fuori alcuni parlamentari PD che al mattino avevano applaudito la sua designazione a scena aperta. Occorre dire a questi rappresentanti del popolo che non si fa così: si deve avere il coraggio delle proprie azioni. Io non sono un grande elettore e non ho mai espresso UN candidato. Ho sempre detto che ce ne sono molti, donne e uomini. Chi ha la responsabilità di guidare il partito adesso abbia la lucidità di indicare una soluzione autorevole, per l’Italia. Chi sta in Parlamento sappia che sta scherzando con il bene più prezioso, la dignità della politica…”.
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