Ragusa, 280 mila euro per una sala di rappresentanza al Comune

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Al piano terra del Palazzo municipale di Ragusa, nei locali che ospitavano l’ufficio Anagrafe e Stato civile, il Comune ricaverà nuovi spazi di rappresentanza istituzionale. In tutto si spenderanno circa 280 mila euro.

Sale per le occasioni, non per tutti i giorni

Si tratta di spazi di rappresentanza «ad uso non continuativo». Saranno quindi sale per le occasioni ufficiali, non uffici aperti tutti i giorni.

Gara al prezzo più basso e tempi dimezzati

La base d’asta è di 203.602,20 euro, compresi 3.630,84 euro di oneri per la sicurezza. La gara è aperta e vince il prezzo più basso, con esclusione automatica delle offerte anomale. I termini sono dimezzati, come chiesto da una nota degli uffici del 26 ottobre. Il Comune si tiene inoltre la possibilità di aumentare o ridurre i lavori fino a un quinto. Per questo il valore complessivo stimato dell’appalto sale a 244.322,64 euro, IVA esclusa.

Chi paga il conto

Il finanziamento è la parte più interessante. 200 mila euro arrivano dalle misure compensative ANAS previste dalla delibera CIPE n. 3 del 2010. Sono le stesse compensazioni che, secondo un’altra determina pubblicata lo stesso giorno, il Comune userà per sette interventi legati al primo lotto dell’itinerario Ragusa-Catania. Tra questi c’è la Scuola dello Sport da trasformare in sede universitaria. Gli altri 80 mila euro vengono dalla legge regionale 61 del 1981, la legge su Ibla (piano di spesa 2024). Sono quindi fondi pensati per compensare il territorio che il Comune ha pensato di destinare alla realizzazione di una sala di rappresentanza.

Cosa sono le misure compensative

Quando lo Stato realizza una grande infrastruttura, ai Comuni attraversati dal tracciato riconosce delle risorse per compensare l’impatto ambientale e i disagi che l’opera porta sul territorio. È il caso della nuova Ragusa-Catania, il raddoppio a quattro corsie delle statali 514 e 194: la delibera n. 3 del 2010 del CIPE, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, ha approvato il progetto e, con esso, le misure compensative destinate agli enti locali lungo il percorso, che l’ANAS deve finanziare. Servono a realizzare opere pubbliche a beneficio delle comunità che «pagano» in termini di territorio la costruzione della strada.

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