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Rapimento 17enne a Vittoria: chiesti 73 anni di carcere per il commando
27 Ott 2026 16:55
Pene che superano complessivamente i 73 anni di carcere sono quelle richieste dal pm Alfio Fragalà per i quattro ritenuti responsabili del rapimento del 17enne a Vittoria, il 25 settembre del 2025. Tutti e quattro in carcere, hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato che prevede la riduzione di un terzo della pena.
Si tratta di Gianfranco Stracquadaini, 50 anni (difeso dall’avvocato Rosario Cognata), Giuseppe Cannizzo, 40 anni (difeso dall’avvocata Alessandra Di Raimondo), Stefano La Rocca, 23 anni (difeso dall’avvocato Matteo Anzalone), e Gabriele Giunta 22 anni (difeso dall’avvocato Raffaele Catalano).
Davanti al Gup di Catania, Stefano Montoneri, il pubblico ministero Alfio Fragalà, ha chiesto la condanna per tutti per rapimento a fini estorsivi aggravato dal fatto che la vittima fosse minorenne ed ha concluso con le richieste di pena. Per Gianfranco Stracquadaini, la Pubblica accusa ha richiesto 20 anni di carcere; 18 anni per Giuseppe Cannizzo e 17 anni e 8 mesi per Stefano La Rocca e Gabriele Giunta.
Tutti gli avvocati difensori hanno richiesto venga contemplato e applicato quanto previsto dall’articolo 630 comma 4 del Codice penale. Si tratta di una condizione particolare che tiene in considerazione la liberazione del giovane senza pagamento del ‘riscatto’, e che potrebbe incidere in modo consistente sulla riduzione della pena.
Il 25 settembre poco prima delle 21.00, da una Panda blu (rubata il giorno precedente a Ragusa) erano scese due persone con il volto coperto da un passamontagna: con decisione avevano preso il 17enne mentre era assieme ad alcuni amici vicino alla abitazione di famiglia; armi in pugno lo avevano costretto a salire in macchina per poi allontanarsi scortati da un altra Panda stavolta bianca, che li attendeva a distanza per dirigersi verso il luogo di detenzione, a contrada Fossa di lupo nei pressi di Pedalino, un casolare senza elettricità.
Il rilascio avvenne la sera del 26 settembre a 24 ore dal rapimento, nei pressi del mercato ortofrutticolo. Il giovane venne lasciato in strada da una terza Panda, stavolta nera. Da li, si sarebbe incamminato verso casa salvo poi incontrare un amico che lo riconobbe. Fu proprio l’amico a dargli soccorso, e ad accompagnarlo in commissariato a Vittoria, dove la famiglia del rapito era a colloquio con gli inquirenti.
I genitori del rapito e il ragazzo, oggi maggiorenne, si sono costituiti parte civile attraverso l’avvocato Attilio Floresta che si è associato alle richieste della pubblica accusa. La sentenza è attesa per il prossimo 10 novembre. La posizione di un quinto soggetto, il 23enne B.C., difeso dall’avvocato Nunzio Valerio Palumbo, è stata invece stralciata dopo che la Cassazione ha annullato, con rinvio, l’ordinanza del Riesame che ne disponeva l’arresto.
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