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Acqua più cara del 10,5% in provincia: il no di Ispica e Pozzallo per i continui disservizi
27 Ott 2026 11:06
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Un aumento del 10,5 per cento sulle tariffe del servizio idrico. Aumento che l’Assemblea territoriale idrica (Ati) di Ragusa definisce adeguamento tariffario del sistema idrico integrato ma che, nella realtà, va ad incidere sulle bollette che vengono inviate alle utenze.
Due i Comuni che si sono detti contrari a questo adeguamento votato a maggioranza dall’assemblea. Sono stati i sindaci di Ispica e Pozzallo, rispettivamente Pierenzo Muraglie e Roberto Ammatuna, a votare no parlando di disservizi continui nel sistema di erogazione dell’acqua nei loro territori. I due primi cittadini, fortemente critici, si sono fatti portavoce dei disagi che le due comunità hanno patito nei mesi scorsi, in piena estate, e che continuano ancora ora sperando che all’orizzonte arrivino interventi migliorativi.
A Pozzallo ci sono state forti polemiche per i tassi di cloruri, con acqua salmastra, e per frequenti carenze nell’erogazione mentre Ispica è rimasta legata a continui divieti di utilizzo con ordinanze di non potabilità, guasti e mancanza di quantità di acqua necessaria per il suo territorio tanto che si attende un nuovo pozzo del quale ad oggi non si vede l’ombra.
L’adeguamento tariffario del 10,5 per cento è stato votato a maggioranza per il periodo 2026-2029. “La tariffa idrica di Ati Ragusa continua a rimanere una delle tariffe più basse d’Italia nonostante l’adeguamento allo schema Arera del biennio 2026-2027, a dimostrazione della bontà della scelta compiuta a suo tempo di optare per la gestione in house providing rispetto ad altre opzioni che prevedevano il coinvolgimento dei privati – spiega il presidente dell’Ati Ragusa, Bartolo Giaquinta –. Secondo i dati Arera la spesa media italiana sostenuta nel 2025 da una utenza domestica residente tipo (famiglia di 3 persone con un consumo annuo pari a 150 m3) risulta pari a 388 euro/anno (2,59 euro per metro cubo). A Ragusa la stessa tipologia di utenza ha sostenuto nel 2025 una spesa di 205 euro/anno (1,37 euro per metro cubo). Nel 2026 con l’adeguamento tariffario previsto, la stessa tipologia di utenza avrà una spesa di 226 euro/anno (1,50 euro per metro cubo). L’adeguamento tariffario, previsto per il 2026, del 10,5% (a fronte di un aumento medio nazionale del 6,4%) consentirà di coprire i costi effettivi del servizio, compresa la maggiore spesa per energia elettrica, consentendo ad Iblea Acque SpA maggiori margini operativi per fornire un servizio migliore”.
Il servizio idrico in provincia di Ragusa è a cura della società Iblea Acque, costituita nel 2022, che gestisce acquedotto, fognatura e depurazione nell’ambito provinciale in tutti i comuni dell’area iblea, escluso Vittoria per il quale il subentro non risulta perfezionato.
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