A Ragusa 160 buongustai da tutta Italia scoprono «l’isola nell’isola» per il raduno nazionale Fice. FOTO GALLERY

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Ragusa Isola nell’isola”. Cala il sipario sul 43esimo Raduno Nazionale F.I.C.E.: gli Iblei conquistano l’Italia con cultura, sapori e accoglienza

Custodire e promuovere le eccellenze enogastronomiche significa tutelare la cultura, l’identità e il futuro dei territori. Questo il messaggio che arriva dal 

43esimo Raduno Nazionale della Federazione Italiana Circoli Enogastronomici (F.I.C.E.), organizzato dalla Confraternita dei Cenacolari dell’Antica Contea dal 22 al 25 ottobre. 

Circa 160 i partecipanti da tutta Italia alla scoperta di un’autentica “Isola nell’isola”, tra patrimonio barocco, tradizioni gastronomiche, imprese d’eccellenza e comunità capaci di raccontare con orgoglio la propria identità.

Al momento conclusivo, nell’Auditorium della Camera di Commercio, il Soprintendente per i Beni Culturali e Ambientali di Ragusa Antonino De Marco ha riconosciuto il valore culturale delle confraternite, sottolineando come la loro attività contribuisca alla tutela e alla trasmissione di un patrimonio fondamentale della cultura italiana: “Non è un aspetto folcloristico, ma straordinariamente culturale quello che portate avanti. La cultura degli odori, dei sapori, del sapere, della storia dei prodotti e della trasformazione dei prodotti sono aspetti che grazie a voi vengono tutelati”. “Lo stare assieme, creare ponti e confronti costruttivi rappresenta un momento fondante importante per la storia del nostro Paese”, ha concluso il Soprintendente De Marco.

Il Raduno ha attraversato Ragusa, Modica, Comiso e Scicli, dove le istituzioni hanno aperto le porte dei propri territori, raccontando con passione storia, bellezze ed eccellenze enogastronomiche. Aziende, produttori, guide e confraternite hanno contribuito a un racconto corale, tra produzioni DOP e IGP, concorsi gastronomici e testimonianze imprenditoriali. Tra i momenti centrali, la visita a Villa Fegotto, dove la memoria della civiltà agricola iblea si è intrecciata con le eccellenze produttive contemporanee, mostrando il legame tra le radici contadine e un tessuto imprenditoriale capace di innovare.

I saluti finali hanno restituito il bilancio di un’esperienza che ha saputo coniugare scoperta culturale, apprezzamento per le eccellenze gastronomiche e calore umano. Dalla bellezza dei luoghi alla qualità dei piatti e delle produzioni locali, fino alla gentilezza e alla disponibilità incontrate in ogni tappa, è emersa l’immagine di una Sicilia capace di sorprendere e superare le aspettative. Il tema dell’“isola nell’isola” ha trovato così pieno significato, rivelando un territorio dalla forte identità, ricco di storia, sapori e tradizioni ancora da scoprire. Accanto alla conoscenza, il Raduno ha rafforzato amicizie e relazioni tra partecipanti provenienti da tutta Italia, lasciando il desiderio di tornare e la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza autentica, destinata a rimanere nel ricordo.

“Questo Raduno ha dimostrato quanto sia importante raccontare gli Iblei attraverso le persone, le istituzioni e le imprese che ne custodiscono l’identità. Quando gli ospiti ripartono con la bellezza negli occhi e il desiderio di tornare, significa che il territorio è riuscito a trasmettere il suo valore più autentico”, dichiara Carmelo Iacono, presidente della Confraternita dei Cenacolari dell’Antica Contea.

La manifestazione è stata realizzata con il sostegno del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e del Comune di Ragusa, con il supporto dei Comuni di Modica, Comiso e Scicli, della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia e del GAL Terra Barocca, oltre che grazie al contributo degli sponsor privati.

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