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Ragusa calcio in vendita: «Il Comune guidi la transizione verso nuovi soci»
26 Ott 2026 15:29
Il Ragusa calcio cerca un nuovo futuro. Dopo la decisione dell’attuale proprietà di passare la mano e mettere a disposizione il titolo sportivo, per la società azzurra si apre adesso una fase delicata nella quale bisognerà capire se dalla città emergeranno imprenditori o nuove cordate disponibili a raccogliere il testimone.
La crisi è esplosa definitivamente nel fine settimana, ma arriva al termine di settimane complicate, segnate dai risultati negativi sul campo, dalle contestazioni di una parte della tifoseria e da tensioni crescenti attorno alla gestione societaria.
Il primo passaggio è stato l’addio del consulente sportivo Aniello Martone, che ha rassegnato le dimissioni con un lungo comunicato dai toni molto duri, rivendicando il lavoro svolto negli ultimi anni e contestando le critiche ricevute dalla piazza.
Meno di ventiquattro ore dopo è arrivata la decisione della proprietà.
Il gruppo dirigente guidato dal presidente Vincenzo Audiello ha annunciato di essere pronto a cedere il Ragusa, spiegando di non avere più le condizioni per proseguire il progetto. La società ha parlato simbolicamente di consegna del titolo sportivo nelle mani dell’amministrazione comunale, in attesa di individuare nuovi soggetti interessati.
Nel frattempo il Ragusa continuerà a rispettare gli impegni assunti e a portare avanti la stagione, ma il segnale politico e sportivo è molto chiaro: si cerca una nuova proprietà.
Una decisione maturata proprio mentre la situazione della squadra sul campo è diventata sempre più difficile. La sconfitta casalinga contro la Vibonese ha lasciato gli azzurri nelle zone bassissime della classifica di Serie D, ancora alla ricerca della prima vittoria in campionato.
Adesso, però, la partita più importante rischia di giocarsi fuori dal terreno di gioco.
La proprietà ha chiamato direttamente in causa la città, invitando imprenditori, tifosi e soggetti interessati a farsi avanti. E nel confronto che inevitabilmente si aprirà nelle prossime settimane il Comune potrebbe assumere un ruolo di raccordo.
L’assessore allo Sport Simone Di Grandi ha già chiarito che l’amministrazione seguirà da vicino l’evoluzione della vicenda e cercherà di comprendere, insieme agli attuali dirigenti, quali possano essere le soluzioni. Palazzo dell’Aquila non può naturalmente sostituirsi a una proprietà privata, ma può favorire interlocuzioni e mettere attorno allo stesso tavolo eventuali soggetti interessati.
È questo il passaggio decisivo: capire se nella realtà imprenditoriale ragusana esistano forze disposte a investire nel club e con quale progetto.
Il Ragusa rappresenta infatti molto più della squadra che oggi occupa una posizione difficile in classifica. Dietro il calcio azzurro ci sono decenni di storia, tifosi, settore giovanile, famiglie e una tradizione sportiva che ha attraversato generazioni e stagioni molto diverse tra loro.
In questo quadro arriva anche l’intervento di Mario Chiavola, presidente dell’associazione Ragusa in Movimento, che invita il sindaco Peppe Cassì e l’amministrazione comunale ad assumere un ruolo attivo nella fase di transizione.
Secondo Chiavola, il fatto che la stessa proprietà abbia indicato il Comune come possibile interlocutore può rappresentare l’occasione per avviare un percorso condiviso e favorire la ricerca di persone «serie, competenti e motivate» in grado di rilevare la società.
«Il Ragusa calcio appartiene alla storia e al cuore dei ragusani», sottolinea Chiavola.
La questione, dunque, va ormai oltre le polemiche delle ultime settimane. L’attuale proprietà ha deciso di lasciare, il titolo è disponibile e adesso bisogna capire chi sarà disposto a raccogliere la sfida.
Per il Ragusa si apre una fase di transizione nella quale il Comune può facilitare il confronto, ma la risposta decisiva dovrà arrivare dalla città e dal suo tessuto imprenditoriale.
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