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Cassì pensa alle Regionali e guarda al dopo: “Giuffrida ha tutte le carte per essere un buon candidato sindaco”
23 Set 2026 13:33
Il futuro politico di Peppe Cassì passa anche da una possibile candidatura alle Regionali e, inevitabilmente, apre la partita sul futuro di Ragusa. Il sindaco non scioglie ancora la riserva sulla possibilità di lasciare anticipatamente Palazzo dell’Aquila per correre alle elezioni regionali, ma nell’intervista rilasciata a Videomediterraneo al giornalista Marco Scavino mette sul tavolo tempi, scenari e soprattutto un nome per la sua eventuale successione.
Cassì ha confermato di stare valutando l’ipotesi, senza però trasformarla in una candidatura già decisa. Il suo mandato, ha ricordato, scade nel maggio del 2028, ma la normativa impone, in caso di dimissioni per candidarsi alle Regionali, di lasciare l’incarico entro sei mesi dal voto. La finestra indicata dal sindaco è dunque quella di fine marzo 2027.
“Non ho mai fatto mistero del fatto che sto valutando insieme al mio gruppo”, ha spiegato Cassì, sottolineando che una decisione di questo tipo comporta “pro e contro” che dovranno essere valutati nelle prossime settimane. “Il tempo delle scelte sta arrivando”, ha aggiunto, lasciando aperta una porta che da settimane rappresenta uno dei temi della politica ragusana.
Ma se Cassì dovesse davvero lasciare Palazzo dell’Aquila, chi potrebbe raccogliere il testimone?
È su questa domanda che nell’intervista arriva il passaggio politicamente più significativo. Alla domanda se il futuro sindaco possa essere nel segno di Gianni Giuffrida, Cassì non si sottrae, anche se evita accuratamente di trasformare il suo apprezzamento in una designazione ufficiale. Ma è sicuramente un’imbeccata.
“Giuffrida è il vicesindaco in carica, milita nel mio stesso partito, ha tutte le carte in regola per essere un buon candidato per le prossime elezioni”, dice il sindaco Cassì. Subito dopo, però, mette il freno: “Le scelte poi devono essere condivise”. E ricorda che Ragusa, in quanto capoluogo, richiede un confronto che coinvolge anche i livelli regionale e nazionale dei partiti.
È proprio questa combinazione tra apertura e cautela a rendere interessante il passaggio. Cassì non dice che Giuffrida sarà il candidato del centrodestra, né sostiene di avere il potere di indicarlo. Ma, sollecitato direttamente sul nome del suo vice, gli riconosce pubblicamente le caratteristiche per poter correre alla successione.
Un’investitura? Un passaggio di testimone? O semplicemente il riconoscimento politico del ruolo e del profilo dell’attuale vicesindaco per anche stoppare appetiti di altri dell’attuale compagine amministrativa? La risposta, per ora, resta nelle parole dello stesso Cassì: “Non dipende solo da me”.
Giuffrida, del resto, non è un nome esterno alla vicenda politica dell’amministrazione. È il vicesindaco in carica e, insieme allo stesso Cassì e ad altri esponenti della maggioranza, ha aderito a Forza Italia. La nuova collocazione politica degli amministratori ragusani è stata formalizzata nel settembre 2025 e ha coinvolto, tra gli altri, anche Fabrizio Ilardo, attuale presidente del Consiglio comunale.
Ed è proprio Ilardo un altro nome da tenere in considerazione nel quadro che si sta delineando. Nei mesi scorsi ha manifestato la propria disponibilità a una candidatura a sindaco, aggiungendo così un’altra possibile pedina alla discussione sul futuro della città.
Il punto, però, è che Cassì sembra voler tenere separate due partite: quella personale, legata alla possibile candidatura alle Regionali, e quella della successione a Palazzo dell’Aquila. “Il mio successore dovrà essere eletto dai miei concittadini”, ha precisato cercando di scansare le domande. Una frase che ribadisce un principio formale, ma che arriva proprio dopo la domanda su Giuffrida e rende ancora più evidente quanto il tema sia ormai entrato nel dibattito politico.
Cassì, peraltro, non nasconde che la sua preferenza personale sarebbe un’altra. Se dipendesse esclusivamente da lui, ha spiegato, continuerebbe a fare il sindaco. “È un mestiere che mi piace”, ha detto, ricordando anche la questione del limite dei mandati e definendo “insolito” e “ingiustificato” il fatto che per i sindaci valga il limite dei due mandati mentre per altri ruoli istituzionali non esista lo stesso vincolo.
La partita, però, non riguarda soltanto Ragusa. Nell’intervista Scavino porta Cassì anche sul terreno della costruzione del centrodestra in provincia, chiedendo conto delle difficoltà della coalizione nel trovare una sintesi sui candidati e richiamando i casi di Modica, Ragusa e Comiso, dopo il flop avvenuto alle elezioni a Ispica.
Qui il sindaco ribadisce la necessità del confronto tra le forze politiche. Anche davanti all’ipotesi di una proposta alternativa, come quella che potrebbe arrivare dall’area MPA con possibile candidato a sindaco dell’attuale consigliere comunale Gaetano Mauro, Cassì invita a valutare le candidature e il peso dei diversi partiti seduti al tavolo. E quando gli viene chiesto se chi ha più peso abbia anche maggiore diritto a proporre il proprio candidato, allarga il ragionamento: “Il discorso va esteso a tutta la provincia: chi sono i candidati della coalizione?”.
Insomma, nessuna candidatura ufficiale, nessuna successione già decisa e nessun passaggio di consegne formalizzato. Ma l’intervista di Cassì introduce un elemento nuovo nel dibattito: mentre il sindaco continua a definire come ancora aperta la scelta sulla propria eventuale corsa alle Regionali, per il dopo Ragusa fa per la prima volta un nome preciso e ne sottolinea pubblicamente le qualità.
Quel nome è Gianni Giuffrida. E ora sarà interessante capire se resterà soltanto il nome del vicesindaco che, secondo Cassì, “ha tutte le carte in regola” oppure se quelle parole rappresentino il primo passo di una partita politica destinata ad aprirsi nei prossimi mesi.
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