ChocoModica fa già parlare di sè: i commercianti chiedono un cambio di passo e minacciano la chiusura

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ChocoModica, la kermesse più dolce e forse più chiacchierata di Modica, fa già parlare di sé. E questa volta sono direttamente i commercianti e i residenti del Centro storico a dire la loro.

La richiesta che arriva da chi vive e lavora quotidianamente lungo Corso Umberto è quella di ripensare profondamente la manifestazione, riportandola a un livello di attrattività e qualità che, secondo il Comitato Centro Storico, negli anni si è progressivamente perso.

Una posizione che parte anche dalla storia stessa dell’evento. Modica ha costruito negli anni un rapporto sempre più stretto tra la propria identità e il Cioccolato di Modica. Prima con le esperienze di Eurochocolate, che tra il 2005 e il 2008 portò in città la grande manifestazione dedicata al cioccolato, poi con le iniziative che seguirono, da Chocobarocco fino alla nascita di ChocoModica. Nel 2013 la manifestazione tornò a chiamarsi ChocoModica e nel 2014 e 2015 si avvalse nuovamente della collaborazione di Eurochocolate.

Quelle edizioni avevano un’impostazione che andava oltre la semplice presenza degli stand. Il centro storico diventava il contenitore di degustazioni, laboratori, convegni, appuntamenti culturali, attività per bambini e iniziative distribuite tra piazze, palazzi e monumenti della città. L’obiettivo dichiarato era legare il prodotto alla storia e alla scoperta del territorio.

Il messaggio dei commercianti vuole essere chiaro: non si tratta di voler cancellare la manifestazione, ma di contestarne la formula quando questa comporta importanti limitazioni alla viabilità e all’accessibilità del centro senza produrre, secondo gli operatori, un ritorno economico sufficiente.

Per le attività di Corso Umberto e del centro storico, giornate di chiusura al traffico significano clienti che possono avere maggiori difficoltà a raggiungere i negozi, residenti che devono fare i conti con una viabilità modificata e attività commerciali che rischiano di perdere parte degli incassi.

Da qui la domanda del comitato: se ai commercianti viene chiesto di sopportare questi disagi, la manifestazione deve essere capace di portare in città un flusso di visitatori significativo e, soprattutto, di creare occasioni concrete perché questo pubblico viva il centro, entri nei negozi, nei locali e nelle attività.

Secondo i promotori della protesta, invece, l’attuale impostazione rischia di ridurre il ChocoModica a una manifestazione prevalentemente commerciale, con gli stand come elemento centrale, senza quell’insieme di appuntamenti culturali, artistici e di intrattenimento che potrebbe trasformarlo in un grande evento capace di coinvolgere l’intera città.

Il cioccolato era il protagonista, ma non era l’unico contenuto. È questa la differenza che il comitato vorrebbe recuperare: non una fila di stand lungo il corso, ma una manifestazione nella quale il visitatore abbia più motivi per arrivare a Modica, fermarsi per diverse ore, visitare la città, partecipare agli eventi e vivere il centro.

Il comitato non si limita alla contestazione e mette sul tavolo alcune possibili soluzioni. Una prima riguarda gli stand. L’idea è concentrare le strutture negli spazi realmente disponibili e maggiormente compatibili con la presenza delle attività commerciali: i marciapiedi più ampi nelle zone dove i negozi sono chiusi, Piazza Matteotti, l’atrio comunale e altri spazi del centro. E soprattutto cambiare l’immagine delle strutture: non più gazebo e strutture percepite come provvisorie, ma stand in legno, eleganti, coordinati e coerenti con il centro storico barocco.

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Altro punto centrale è quello della viabilità. La proposta dei commercianti è di mantenere il traffico aperto durante le ore diurne, consentendo ai clienti di raggiungere il centro e ai residenti di muoversi normalmente, prevedendo invece la chiusura di Corso Umberto nelle ore serali. È proprio la sera, secondo questa impostazione, che il corso potrebbe trasformarsi nel cuore della manifestazione: passeggio, spettacoli, musica, animazione, iniziative culturali e momenti di aggregazione.

ChocoModica potrebbe diventare una manifestazione capace di mettere insieme cioccolato, cultura, musica, arte, spettacolo e turismo. Si potrebbero immaginare, ad esempio, concerti serali, spettacoli nelle piazze, incontri con scrittori, laboratori per bambini, degustazioni guidate, cooking show, visite nei palazzi storici, percorsi dedicati alla storia del cioccolato modicano, mostre, installazioni artistiche e iniziative nei musei. Il tutto distribuito nel centro storico, così da evitare che l’intero evento si concentri esclusivamente lungo Corso Umberto.

C’è infine una questione che va oltre gli stand e la viabilità: il metodo. I commercianti chiedono di essere coinvolti nella progettazione dell’evento. Non soltanto informati sulle modifiche al traffico o sulle date, ma chiamati a discutere preventivamente di percorso, orari, allestimenti, eventi e modalità organizzative. Perché Corso Umberto, sostengono, non è semplicemente lo spazio fisico nel quale organizzare una manifestazione: è un luogo nel quale centinaia di persone lavorano tutto l’anno.

Da qui anche l’ipotesi, estrema, di una chiusura collettiva dei negozi durante i giorni della manifestazione qualora le richieste dovessero rimanere inascoltate. Ma il comitato precisa di non voler arrivare allo scontro.

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