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Caro carburanti, la Sicilia tenta di corre ai ripari: in arrivo il decreto per sostenere gli autotrasportatori
16 Set 2026 18:28
Il prezzo del carburante continua a salire e per le imprese siciliane, in particolare per quelle dell’autotrasporto, il problema sta diventando sempre più pesante. Il gasolio, che per un’azienda di trasporti rappresenta una delle principali voci di costo, viaggia ormai su livelli che rischiano di comprimere ulteriormente margini già ridotti.
I dati nazionali fotografano bene la situazione. Al 15 settembre 2026, secondo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio self era di circa 2,12 euro al litro per la benzina e 2,23 euro per il gasolio sulla rete stradale. In autostrada si saliva rispettivamente a 2,21 e 2,31 euro al litro.
È in questo scenario che la Regione Siciliana ha annunciato l’arrivo, entro la fine della settimana, del decreto con le misure di sostegno destinate agli autotrasportatori. L’assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità Alessandro Aricò ha spiegato che il provvedimento è stato rallentato da verifiche tecniche e amministrative, ma che l’obiettivo è rendere gli aiuti concretamente utilizzabili dalle imprese.
La Regione lavorava al provvedimento già da giugno, quando era stata presentata alla Consulta regionale degli autotrasportatori una prima bozza del decreto attuativo, con criteri e modalità di accesso ai benefici. Regione Sicilia
La questione, per la Sicilia, ha un peso particolare. Quando aumenta il costo del trasporto merci, l’effetto non resta confinato ai bilanci delle aziende. Può ricadere sui prodotti che arrivano nei supermercati, sui materiali per le imprese, sulle forniture e, più in generale, sul costo della distribuzione. In un’isola che sconta già maggiori distanze e costi logistici, ogni aumento del gasolio rischia quindi di produrre un effetto moltiplicatore.
Il caro carburanti sta colpendo anche altri comparti. La Regione ha appena pubblicato un bando da 12,1 milioni di euro, incrementato di altri 5 milioni regionali, per compensare i maggiori costi sostenuti dalle imprese siciliane della pesca e dell’acquacoltura a causa dell’aumento dei carburanti.
Sul fronte nazionale, intanto, cresce il confronto sulle misure da adottare. Confimprenditori chiede un intervento strutturale e propone un tetto indicativo di 1,90 euro al litro per la benzina e 1,95 euro per il diesel, sostenendo che le misure temporanee non siano sufficienti a dare certezza alle imprese. Si tratta, naturalmente, di una proposta dell’associazione e non di una misura già decisa dal Governo.
Il punto, però, resta concreto: per molte aziende di trasporto siciliane il carburante è diventato una variabile capace di determinare la sostenibilità stessa di una commessa.
Per questo il decreto regionale atteso nelle prossime ore viene guardato con particolare attenzione dal settore. La vera partita sarà capire quante risorse saranno disponibili, chi potrà accedere agli aiuti e soprattutto quanto rapidamente arriveranno alle imprese.
Perché il caro carburanti, in Sicilia, non riguarda soltanto camion e distributori. Riguarda buona parte dell’economia dell’Isola e, alla fine della filiera, anche il portafoglio delle famiglie.
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