Fabrizio Bentivoglio conquista Ragusa: una lezione di cinema tra silenzi, emozioni e memoria

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Per emozionare, a volte, bisogna togliere. Sottrarre parole, gesti, spiegazioni. Lasciare spazio ai silenzi, alle pause, a tutto ciò che un attore riesce a raccontare anche senza parlare.
È stato questo uno dei temi centrali della master class di Fabrizio Bentivoglio, protagonista ieri sera in Piazza Torre della seconda giornata del Costaiblea Film Festival. Attore, regista e tre volte vincitore del David di Donatello, Bentivoglio, in dialogo con il direttore artistico Vito Zagarrio, ha offerto al pubblico una vera lezione di cinema, ripercorrendo il proprio percorso artistico e soffermandosi sul senso più profondo dell’interpretazione.
Il mestiere dell’attore, ha spiegato, non vive soltanto nelle parole pronunciate, ma anche in quelle trattenute, nei silenzi, nelle pause e nei dettagli capaci di dare peso a una scena. Un’idea di recitazione fondata sulla necessità di non aggiungere sempre qualcosa, ma spesso di sottrarre, per lasciare emergere l’emozione.
«Io non volevo essere considerato il bello, volevo essere considerato il bravo», ha raccontato Bentivoglio, con quella forza espressiva che da sempre accompagna il suo lavoro. E davanti al pubblico del Costaiblea le parole si sono trasformate in aneddoti, ricordi e riflessioni su una carriera attraversata da cinema, scrittura e regia.
La seconda giornata di questa speciale trentesima edizione del festival era iniziata nel pomeriggio a Villa Ottaviano con la presentazione di Piccolo almanacco dell’attore, il libro pubblicato da Baldini+Castoldi e dedicato a chi sceglie di intraprendere la professione attoriale. L’incontro, a cura di LIOLA e organizzato dalla Pro Loco Mazzarelli, ha visto proprio Bentivoglio dare voce ad alcune pagine del suo volume, in un momento particolarmente intenso e coinvolgente.
Le sue parole, lette dalla voce di chi le ha scritte e vissute, hanno creato un dialogo diretto con il pubblico. Un libro fatto di esperienze, insegnamenti pratici e morali, ma anche di uno sguardo lucido sul lavoro dell’attore e sulla complessità di un mestiere che richiede ascolto, misura e consapevolezza.
Dopo la master class, il cinema è tornato protagonista con tre opere legate a momenti differenti del percorso di Bentivoglio. Il primo è stato Típota, cortometraggio del 1999 scritto, diretto e interpretato dall’attore. A seguire Lascia perdere, Johnny!, film del 2007 che lo vede ancora una volta davanti e dietro la macchina da presa.
La serata si è conclusa con l’attesa proiezione di Eterno visionario di Michele Placido, film del 2024 dedicato a Luigi Pirandello, nel quale Bentivoglio interpreta lo scrittore siciliano con una prova straordinaria, intensa e ricca di sfumature. Pirandello, del resto, è il file rouge di questa edizione del festival. Al grande scrittore siciliano è dedicata la mostra “Pirandello e il cinema” con installazioni video e manifesti dei film che riguardano questo rapporto in parte tra l’altro raccontato anche nel film di Placido. A Bentivoglio è andato il premio “Carrubbo d’oro” del Costaiblea Film Festival, scultura di Carmelo Candiano consegnata dal sindaco di Ragusa, Peppe Cassì il quale ha rimarcato la valenza e la crescita del festival, quest’anno con tre grandi schermi in varie location.
Accanto al grande ospite della serata, il festival ha proseguito il proprio viaggio tra cinema, memoria e territorio. A Villa Ottaviano spazio al concorso “Premio Costaiblea Giovane Cinema”, curato da Angelo Piccione, dedicato ai giovani filmmaker siciliani, e agli altri lavori legati alla produzione audiovisiva iblea.


Per la sezione “Cinema degli Iblei” è stato proiettato Intorno al monumento. Partigiani e Siciliani: storia, memoria e senso comune, documentario di Chiara Ottaviano, con la consulenza storica di Rosario Mangiameli e le riprese e il montaggio di Andrea Giannone. Nato attraverso due laboratori scolastici di public history, il film mette in dialogo la memoria della Liberazione, la storia locale e le nuove generazioni. Interessante l’accostamento con un altro documentario prodotto in terra iblea, e dedicato allo sbarco degli alleati, a cura di Cettina Divita, anche in questo caso frutto di un lavoro che ha coinvolto gli studenti. E poi ancora territorio con il cortometraggio Gocce di rugiada dedicato alla tutela del consumo dell’acqua, prodotto da Svimed.
Il programma del Costaiblea continua oggi, sabato 12 settembre, con un’altra giornata dedicata alle storie del territorio e ai suoi protagonisti, in attesa della conclusione di domani, domenica 13 settembre con la regista Costanza Quatriglio. Alle 19.30 di oggi in Piazza Torre, nella sezione La Provincia iblea produce, sarà presentato in anteprima nazionale Bitume di Vincenzo Cascone, documentario del 2026 della durata di 70 minuti, dedicato alla storia della roccia asfaltica di Ragusa, alle miniere e alle trasformazioni sociali, economiche e culturali che hanno segnato la città. Alle 22, sempre in Piazza Torre, spazio all’incontro con Alessia Scarso e al suo progetto immersivo Ad Sidera. C’era una volta celeste, prima della proiezione de La spartenza, film del 2025 diretto dalla stessa regista. Intanto Ad Sidera cambia cornice e si sposta da Villa Ottaviano a La Moresca Maison de Charme, in via Dandolo, di fronte a Villa Ottaviano, con ingresso da via Cagliari. L’esperienza immersiva a 360 gradi tra cielo, stelle e meraviglia è disponibile ogni mezz’ora dalle 18 alle 23, con prenotazione obbligatoria al numero 352 0295802. Il biglietto ha un costo di 15 euro.


Il Costaiblea continua così a mettere in relazione grandi interpreti, giovani autori, memoria e territorio.  Il festival ha il supporto del Ministero dei Beni Culturali – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, della Regione Siciliana – Assessorato Turismo Sport e Spettacolo, della Sicilia Film Commission, del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, del Comune di Ragusa, della Pro Loco Mazzarelli e di vari sponsor privati. Info e programma sul nuovo sito web www.costaibleafilmfestival.it e sui canali social.

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