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Per l’aeroporto di Comiso arrivano otto nuovi voli a settimana: da ottobre nuove rotte per Napoli, Venezia e Malta
04 Set 2026 11:42
Otto nuovi voli a settimana per Comiso, per un anno intero. L’aeroporto ibleo si prepara a cambiare passo con un potenziamento significativo dei collegamenti che, a partire da ottobre e per i successivi dodici mesi, porterà nuove destinazioni e maggiori frequenze. Certo, otto voli non risolveranno il problema, ma può essere considerato un inizio.
L’operazione nasce dalla gara del valore complessivo di 3 milioni di euro, indetta dal dipartimento regionale delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti e aggiudicata ad Aeroitalia. Un investimento che punta a rendere più stabile la programmazione dello scalo e a rafforzarne il ruolo strategico per la provincia di Ragusa e per l’intera Sicilia sudorientale.
Pisa confermata, arrivano Napoli e Venezia
Il nuovo programma prevede la conferma del collegamento con Pisa, con due voli alla settimana. A questa rotta si aggiungeranno Napoli e Venezia, anch’esse servite con due frequenze settimanali.
Una novità destinata ad ampliare in maniera concreta le possibilità di spostamento da e verso il territorio ibleo, creando collegamenti diretti con tre importanti poli italiani.
Il piano comprende inoltre i collegamenti con Malta, destinazione considerata strategica per rafforzare la dimensione internazionale dell’aeroporto e favorire la mobilità di cittadini, imprese e operatori del comparto turistico.
Schifani: “Comiso ha dimostrato la sua funzione strategica”
A sostenere con forza il nuovo piano è il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, che rivendica la scelta di investire sullo scalo.
“Abbiamo deciso da tempo di investire nuove risorse per aumentare capacità e operatività dello scalo di Comiso”, afferma Schifani, ricordando anche il ruolo assunto dall’aeroporto durante l’emergenza legata alla chiusura dello scalo di Catania-Fontanarossa provocata dall’eruzione dell’Etna.
Per il presidente della Regione, la strategia è ormai delineata: far crescere Comiso sia sul fronte dei collegamenti passeggeri sia su quello delle merci.
In questa prospettiva si inseriscono non soltanto i nuovi voli, ma anche i 47 milioni di euro stanziati dal governo regionale per l’area cargo. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il ruolo dell’aeroporto e trasformarlo in una leva di sviluppo per il territorio ibleo e per la Sicilia sudorientale.
Aricò: “Comiso non è un aeroporto di serie B”
Sulla stessa linea l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò, che definisce l’investimento da 3 milioni di euro una scelta concreta a sostegno dello scalo.
“Con questo intervento garantiamo un anno intero di collegamenti, aumentando le frequenze e introducendo nuove destinazioni”, sottolinea Aricò.
Il messaggio politico è diretto: Comiso non deve essere considerato un aeroporto di serie B. Secondo l’assessore, lo scalo deve essere messo nelle condizioni di esprimere pienamente il proprio potenziale, a beneficio del turismo, delle imprese e dell’economia dell’intero territorio.
Aeroporto di Comiso, la sfida è la stabilità
Il vero banco di prova sarà adesso la continuità. Per il territorio, infatti, non conta soltanto l’annuncio di nuove rotte, ma la possibilità di disporre di una programmazione stabile e affidabile nel tempo.
L’incremento dei collegamenti con Pisa, Napoli, Venezia e Malta rappresenta in questo senso un tassello importante. Maggiore accessibilità significa più possibilità per i residenti, ma anche nuove opportunità per il turismo e per le attività economiche che guardano alla Sicilia sudorientale.
Il rafforzamento dello scalo potrebbe inoltre aumentare la capacità del territorio di intercettare flussi turistici e facilitare gli spostamenti di imprenditori, lavoratori e professionisti.
Passeggeri e cargo, il doppio binario per il futuro
La strategia regionale punta dunque su due direttrici: passeggeri e cargo.
Da una parte ci sono le nuove rotte e il potenziamento delle frequenze; dall’altra l’ambizioso investimento da 47 milioni di euro destinato all’area merci. Una combinazione che mira a trasformare l’aeroporto in un’infrastruttura sempre più centrale per la crescita economica del territorio.
“Comiso continua a volare e deve farlo con una programmazione stabile e con collegamenti capaci di sostenere lo sviluppo del territorio”, ribadisce Aricò.
La sfida, quindi, non è soltanto riempire una programmazione di voli, ma consolidare nel tempo il ruolo dello scalo di Comiso come porta d’accesso alla Sicilia sudorientale.
Dal 27 settembre, conclude l’assessore regionale, ci sarà “una ragione in più” per guardare al futuro dell’aeroporto con fiducia. Ora toccherà ai nuovi collegamenti trasformare l’investimento pubblico in maggiore mobilità, turismo e sviluppo.
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