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La truffa arriva direttamente sul telefono: l’allarme della Questura di Ragusa sulle richieste di pagamento
22 Ago 2026 08:30
La truffa cambia ancora una volta pelle e questa volta può arrivare direttamente sullo smartphone, sotto forma di una richiesta di denaro apparentemente innocua. Bastano pochi secondi di distrazione, un nome che sembra familiare e la fretta di rispondere a una notifica per trasformare una semplice operazione sul telefono in una perdita di denaro.
L’attenzione è rivolta in particolare alle richieste di pagamento attraverso BANCOMAT Pay e servizi analoghi collegati al numero di telefono. Il meccanismo è semplice: i malintenzionati inviano richieste di trasferimento a numerosi utenti, confidando nel fatto che qualcuno, preso dalla fretta o senza controllare attentamente i dati, possa autorizzare il pagamento.
Prima di autorizzare qualsiasi operazione bisogna fermarsi e controllare chi sta realmente chiedendo i soldi, verificare l’importo e capire perché viene richiesto il pagamento.
I truffatori fanno leva soprattutto sulla fretta: un messaggio urgente, una richiesta inattesa, la prospettiva di dover pagare immediatamente qualcosa. L’obiettivo è impedire alla vittima di fermarsi a riflettere.
Quattro regole semplici possono evitare il peggio
La prima regola è forse la più importante: non autorizzare mai una richiesta di pagamento che non si riconosce.
Bisogna poi:
- verificare attentamente chi sta chiedendo il denaro prima di procedere;
- controllare l’importo esatto e la causale;
- non lasciarsi condizionare da messaggi che impongono di agire immediatamente;
- in caso di dubbio, rifiutare la richiesta e contattare direttamente la propria banca, utilizzando i canali ufficiali.
La Polizia di Stato ha più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di non effettuare pagamenti senza essere certi dell’identità del destinatario e di utilizzare la massima prudenza nelle operazioni online. Anche la Questura di Ragusa, attraverso le proprie attività di contrasto alle truffe informatiche, ha evidenziato come messaggi, email e servizi digitali possano diventare strumenti utilizzati dai truffatori per conquistare la fiducia delle vittime.
Davanti a una richiesta di pagamento inattesa, la cosa migliore da fare è non avere fretta.
Se non si conosce il richiedente, se non si aspettava alcun pagamento oppure se l’importo non corrisponde a qualcosa che si deve effettivamente pagare, è meglio fermarsi.
E soprattutto: non bisogna mai lasciarsi convincere da chi mette pressione o cerca di creare panico.
Se si riceve una richiesta sospetta, dunque, niente clic impulsivi e soprattutto niente autorizzazioni “per sicurezza”. Si può semplicemente rifiutare l’operazione e verificare successivamente attraverso la propria banca.
E se si ritiene di essere stati vittima di una truffa o si individuano tentativi sospetti, è possibile effettuare una segnalazione attraverso il Commissariato di P.S. online, il portale della Polizia di Stato dedicato anche alla prevenzione e al contrasto dei reati informatici.
La tecnologia rende i pagamenti sempre più semplici e veloci. Ma proprio la velocità può diventare l’arma dei truffatori.
La regola più efficace resta sempre la stessa: prima di autorizzare, fermarsi e controllare.
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