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Madison: il futuro di un cinema multisala può spostarsi a Modica. Ilari: «Il prossimo potrebbe nascere lì, non a Ragusa»
21 Ago 2026 07:57
Il futuro del cinema nel Ragusano potrebbe passare da Modica. È questo uno degli scenari più pesanti che emerge dall’ultimo intervento di Manuele Ilari, proprietario del Madison Cinemas, tornato sulla vicenda che ha portato alla chiusura del multisala ragusano e sulle prospettive dell’immobile.
Ilari lancia nuove accuse rivolte all’indirizzo del Comune e parte dalla pratica edilizia presentata agli uffici comunali il 22 gennaio 2024 e arrivata all’esame della commissione interna soltanto l’11 agosto 2026, con la quantificazione degli oneri comunicata alla proprietà il 17 agosto. Il Comune ha piu’ volte invece smentito la volontà di rallentare il proprio operato ed anzi ha piu’ volte detto di essersi impegnato al massimo, nei limiti della legge, proprio per poter tentare di dare risposte all’imprenditore.
«Trenta mesi di nulla – è la contestazione di Ilari – e poi arrivano le polemiche, arrivano i giornali, arriva il cartello “Vendesi” sulla facciata e improvvisamente al Comune si lavora anche a Ferragosto», commenta duramente Ilari.
Il proprietario, pur ringraziando i tecnici che hanno lavorato sulla pratica in pieno agosto, legge quei tempi come un problema di priorità politica. «Se una pratica ferma trenta mesi si sblocca in sette giorni nel momento in cui uno fa rumore – sostiene – allora il problema non erano i tempi tecnici, ma era la priorità politica».
Ma è soprattutto il futuro delle sale cinematografiche nel territorio a preoccupare Ilari.
Secondo quanto spiega il proprietario del Madison, il disciplinare regionale che regola l’apertura di nuove sale in Sicilia lega le autorizzazioni a un rapporto tra popolazione residente e posti disponibili nelle sale esistenti a livello provinciale. I 1.206 posti del Madison, finché la struttura resta attiva, occupano dunque quello spazio autorizzativo.
Con la chiusura definitiva del multisala, invece, quel coefficiente si libererebbe.
Ed è qui che entra in gioco Modica.
«Il coefficiente è provinciale, non comunale: il primo che arriva se lo prende», afferma Ilari, ricordando anche che proprio su questo presupposto in passato era stato ottenuto un provvedimento del giudice amministrativo che aveva bloccato un progetto per una nuova sala a Modica.
Il messaggio è piuttosto chiaro: se Ragusa non si muove, il prossimo cinema multisala potrebbe essere realizzato altrove in provincia.
E Ilari indica esplicitamente proprio Modica come possibile destinazione dell’investimento: «Non ho nulla contro Modica né contro chiunque voglia investire, ma il danno culturale lo pagherà Ragusa». Poco dopo aggiunge: «Nel frattempo il coefficiente che libereremo noi sarà disponibile per chi si muove prima, e Modica è già pronta ad accogliere un nuovo cinema». In verità in passato c’era stato effettivamente l’interesse di alcuni imprenditori su Modica ma poi la cosa si fermò, forse anche per l’apertura a Ragusa del Cineplex, poi trasformato, con il cambio di proprietà, in Madison.
Non significa, almeno sulla base del comunicato, che esista già un nuovo multisala pronto a partire a Modica. Ma la proprietà del Madison mette sul tavolo uno scenario concreto: la chiusura della struttura ragusana potrebbe aprire uno spazio autorizzativo che un nuovo investitore potrebbe utilizzare, e Modica sarebbe nelle condizioni di intercettarlo prima di Ragusa.
È probabilmente questo il passaggio politicamente più significativo del nuovo intervento di Ilari. Perché la polemica non riguarda più soltanto il destino del Madison, ma rischia di trasformarsi in una partita territoriale sul futuro del cinema in provincia.
La strada indicata per Ragusa
Nel comunicato, tuttavia, Ilari non si limita alla denuncia. Torna anche sul dibattito aperto in città sulla possibilità di recuperare una sala cinematografica nel centro storico.
«Chi propone un cinema in centro ha tutto il mio sostegno, è una battaglia giusta», dice, ma sottolinea anche i tempi necessari per un’operazione del genere: acquisto dell’immobile, reperimento delle risorse, progettazione, autorizzazioni e lavori.
Da qui il confronto con i tempi della pratica del Madison e una domanda implicita rivolta all’amministrazione: Ragusa può permettersi di aspettare ancora anni mentre il proprio spazio per una nuova sala rischia di essere intercettato da un altro Comune?
Ilari indica quindi anche una possibile strada finanziaria. «Esistono strumenti di finanza pubblica già in uso», afferma, richiamando i mutui agevolati di Cassa Depositi e Prestiti per l’acquisto e il recupero di sale cinematografiche da parte dei Comuni.
Il riferimento è a una sala comunale già finanziata attraverso questi strumenti in un centro siciliano di poco più di tremila abitanti. «Ragusa ne ha oltre settantamila ed è capoluogo di provincia. Se un’amministrazione ritiene che il cinema sia un servizio pubblico, gli strumenti ci sono. Basta solo volerlo politicamente».
È dunque questa la strada che Ilari mette davanti all’amministrazione: non aspettare necessariamente un nuovo privato, ma valutare se il cinema possa essere considerato un servizio pubblico e se il Comune possa intervenire direttamente sul recupero di una sala.
Dal cinema al supermercato?
La parte finale del comunicato torna invece sul destino dello stesso immobile del Madison e assume toni ancora più provocatori.
Ilari ricorda che due anni fa la proprietà aveva chiesto che sull’immobile venisse apposto un vincolo di destinazione cinematografica, senza che la richiesta venisse accolta.
Oggi, spiega, il Madison è invece «un locale commerciale come un altro». E proprio per questo la proprietà sarebbe già stata contattata da soggetti interessati all’acquisto dell’immobile per una possibile trasformazione in supermercato.
«A Ragusa, per aprire un supermercato, non credo che passeranno altri trenta mesi», è la battuta al vetriolo conclusiva della nota.
Una frase che può essere letta come una provocazione, ma che contiene anche un elemento concreto: se il Madison non sarà più un cinema, la destinazione futura dell’area potrebbe essere determinata dalle regole del mercato e dalle opportunità commerciali, non da una scelta pubblica sul mantenimento della funzione cinematografica.
Ilari, insomma, sembra lanciare un ultimo messaggio a Ragusa: il tempo per decidere non è infinito. Il Madison potrebbe essere ormai fuori dai giochi, ma la partita per il cinema in città non è necessariamente chiusa.
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