Voli sospesi a Catania: il Codacons chiede un piano permanente con Comiso

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

L’Etna torna a condizionare pesantemente il trasporto aereo nella Sicilia orientale. L’intensa attività del vulcano e l’abbondante emissione di cenere hanno determinato oggi la sospensione dei voli in arrivo all’aeroporto di Catania fino alle ore 17, secondo quanto comunicato dalla società di gestione dello scalo.

Una situazione che si ripresenta dopo le limitazioni degli ultimi giorni e che riaccende il dibattito sulla necessità di una gestione strutturale delle conseguenze dell’attività vulcanica sul traffico aereo.

Il tema, questa volta, viene posto con forza dal Codacons, che invita a non considerare ogni episodio come una crisi isolata, ma a predisporre un sistema permanente in grado di ridurre i disagi per i passeggeri.

Il Codacons: “Non possiamo inseguire ogni eruzione”

«La sicurezza viene prima di tutto e le limitazioni disposte dalle autorità competenti non sono in discussione – afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons – ma proprio perché l’Etna è un vulcano attivo e questi fenomeni possono ripetersi, non possiamo inseguire ogni eruzione come se fosse un’emergenza imprevista».

La richiesta dell’associazione è quindi quella di trasformare l’esperienza maturata nelle recenti emergenze in una programmazione stabile, capace di entrare rapidamente in funzione quando la cenere vulcanica limita in maniera significativa l’operatività dello scalo di Fontanarossa.

Catania e Comiso, la proposta di un sistema coordinato

Il Codacons chiede alla Regione Siciliana, all’ENAC, alla SAC e agli altri soggetti competenti di valutare la predisposizione di un piano permanente e coordinato tra gli aeroporti di Catania e Comiso.

L’idea è quella di definire in anticipo procedure operative da attivare quando l’attività dell’Etna rende difficoltoso o impossibile il normale funzionamento dell’aeroporto di Catania.

In questo scenario, lo scalo ragusano potrebbe assumere un ruolo più importante come infrastruttura complementare, contribuendo a garantire la mobilità dei passeggeri nella Sicilia orientale.

Tanasi: “Comiso può essere valorizzato maggiormente”

A sottolineare le potenzialità dell’aeroporto di Comiso è lo stesso Tanasi, che ricorda la propria esperienza nel consiglio di amministrazione della SOACO S.p.A., società che ha gestito lo scalo ragusano.

«Conosco bene le potenzialità dello scalo di Comiso – sottolinea Tanasi – Proprio questa esperienza mi porta a ritenere che Comiso possa essere valorizzato maggiormente all’interno di una strategia stabile e coordinata con Catania, soprattutto nelle emergenze legate all’attività dell’Etna».

Non si tratterebbe quindi soltanto di individuare uno scalo alternativo, ma di costruire un modello integrato nel quale i due aeroporti possano collaborare secondo procedure definite prima che si verifichi l’emergenza.

Passeggeri, informazioni e assistenza: “L’incertezza non può diventare ordinaria”

Uno dei punti centrali della proposta riguarda l’informazione ai viaggiatori.

Secondo il Codacons, quando l’operatività di Catania viene significativamente limitata, devono essere previste procedure in grado di fornire rapidamente ai passeggeri indicazioni chiare sul destino del proprio volo.

«Un viaggiatore deve poter sapere rapidamente se il proprio collegamento viene cancellato, riprogrammato o dirottato e quali alternative vengono messe a sua disposizione – afferma Tanasi – L’incertezza non può diventare una componente ordinaria del viaggio».

Il piano dovrebbe dunque prevedere informazioni tempestive, assistenza ai passeggeri e soluzioni alternative, evitando che ogni nuova emergenza si traduca in una gestione improvvisata.

Anche i collegamenti via terra nel piano per le emergenze

La strategia proposta dal Codacons non si fermerebbe agli aeroporti.

Secondo l’associazione, occorre infatti programmare anche un adeguato coordinamento dei collegamenti terrestri tra Catania, Comiso e le principali città siciliane.

Un aspetto particolarmente importante nel momento in cui i passeggeri vengono trasferiti da uno scalo all’altro. Aerei alternativi e aeroporti di supporto, infatti, non sono sufficienti se poi non vengono garantiti collegamenti efficienti via terra e un sistema organizzato di assistenza e riprotezione.

Cosa succede ai passeggeri quando il volo viene cancellato

Il Codacons richiama inoltre il quadro delle tutele previste dalla normativa europea.

La presenza di circostanze eccezionali, quando ricorrono le condizioni previste dalla disciplina europea, può escludere il diritto alla compensazione pecuniaria. Questo non significa però che vengano meno tutte le altre forme di tutela previste per i passeggeri.

In caso di cancellazione restano infatti le disposizioni applicabili in materia di assistenza e scelta tra rimborso e riprotezione, secondo quanto previsto dal Regolamento (CE) n. 261/2004.

È una distinzione importante, soprattutto nelle giornate caratterizzate da cancellazioni, ritardi e dirottamenti legati alla cenere vulcanica.

“Catania e Comiso devono essere parti della stessa strategia”

La richiesta del Codacons parte quindi da una considerazione precisa: l’Etna è una presenza strutturale nel territorio e le sue eruzioni non possono essere trattate ogni volta come eventi completamente inattesi.

«Non chiediamo l’impossibile e certamente non chiediamo di volare quando le condizioni di sicurezza non lo consentono – conclude Tanasi – Chiediamo invece che un territorio che convive da sempre con l’Etna disponga di un sistema altrettanto stabile per affrontarne le conseguenze sul trasporto aereo».

La proposta guarda dunque a un rapporto più stretto tra i due scali: Catania e Comiso come parti di una strategia coordinata, capace di intervenire rapidamente nelle emergenze e di garantire maggiore certezza ai viaggiatori.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it